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04/04/2021 06:00:00

Il parco eolico nel mare delle Egadi. Dibattito ancora aperto. A che punto è il progetto

Dibattito ancora aperto sul mega parco eolico off-shore al centro del Mediterraneo, e non molto lontano dalle isole Egadi.


Politica, associazioni, tecnici, in questi mesi sono intervenuti pubblicamente dicendo la propria sul parco eolico che la Renexia vorrebbe realizzare nel Mediterraneo. Un progetto enorme, che però utilizza delle tecnologie innovative che riducono l’impatto ambientale. Un progetto che conta su un investimento da 9 miliardi di euro, non poca cosa. Che però genera energia che non sarà ad uso e consumo siciliano, ma verrà portata in campania per uno smistamento nazionale.
Al Ministero è avviata la procedura di Via e sono già arrivati alcuni pareri delle associazioni del territorio della provincia di Trapani. Si tratta, più che altro, di osservazioni al progetto della Renexia che, per quanto innovativo, secondo molti potrebbe creare degli impatti ambientali. Per farvi un’idea sullo stato dell’arte del progetto potete cliccare qui. 


Il progetto
Dovrebbe essere il più grande del mondo, con 190 turbine che verranno collegate attraverso cavi sottomarini lunghi circa 200 chilometri fino al punto di connessione antistante la costa di Termini Imerese, ed è stato presentato per una durata trentennale della concessione dalla Renexia S.p.A., società che ha sede a Chieti e che opera da tempo nel comparto delle energie rinnovabili. Il parco eolico sarà, a 60 chilometri dalle coste siciliane e di fronte alle coste tunisine. Verrà utilizzato il sistema floating: cioè con pale ancorate ma non infisse nel fondale, una tecnologia studiata e perfezionata per salvaguardare al massimo l’ambiente. Si attende la valutazione di impatto ambientale, prevista entro i primi sei mesi del 2023. Le turbine verrebbero installare a ovest delle tre isole: da progetto, il parco eolico off-shore disterà 27 chilometri da Marettimo, 49 chilometri da Favignana e 63 da Marsala. L’avviso è stato pubblicato dal Comune di Trapani, per la concessione demaniale, e dalla Capitaneria di Porto. La richiesta di concessione demaniale marittima - al largo della costa occidentale della Sicilia e delle Isole Egadi, nel Mar Tirreno Meridionale e Canale di Sicilia - è propedeutica alla costruzione del parco eolico offshore con fondazioni galleggianti.

Il progetto prevede investimenti totali per nove miliardi di euro e vede in prima linea il binomio Toto holding e la sua controllata Renexia, mano operativa nel comparto delle energie rinnovabili. A Novembre ha preso il via ufficialmente l’iter autorizzativo con la presentazione al Ministero delle infratrutture la concessione marittima con l’obiettivo di ottenere, entro il primo semestre del 2023, la valutazione di impatto ambientale. Risolte le questioni documentali sarà il fondo Apollo Global management ad intervenire sulla parte finanziaria.

 

 

 


Mese quasi scaduto
Ad inizio Marzo il sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, aveva chiesto alla Capitaneria di Porto di Trapani una proroga di almeno trenta giorni per poter presentare le osservazioni, dettagliatamente, del Comune sul progetto del parco eolico. Il dibattito molto serrato sul progetto ha indotto il sindaco a chiedere la proroga.

«Abbiamo avuto numerose interlocuzioni con i comuni della provincia - ha detto Tranchida - ma anche con i rappresentanti del Flag, organizzazioni di categoria della pesca, Wwf, che hanno espresso preoccupazioni per l’impianto a danno della fauna marina e del settore della pesca». Il 23 febbraio scorso si è già svolto un primo confronto online con la società 'Renexia Spà, i soggetti pubblici coinvolti e i portatori di interesse. Secondo la società l’area occupata dal parco sarebbe ad alta permeabilità sia alla pesca che al traffico marittimo.
«La "Renexia Spa" ha anticipato la tempestiva trasmissione di uno studio sull'impatto socio-economico ai Comuni partecipanti - ha aggiunto - questo strumento ci consentirà una più attenta e oculata valutazione da parte di tutti i soggetti coinvolti a presentare eventuali osservazioni».

Chi dice sì
Non tutti sono contrari, ovviamente, e ci sono stati dei Sì, abbastanza convinti, al progetto. Come quello della ASAMAR Sicilia (l’Associazione degli Agenti Marittimi Raccomandatari). “Il progetto della Renexia è stato approvato dalle più importanti associazioni ambientaliste a livello nazionale – afferma Gaspare Panfalone, vicepresidente Asamar Sicilia – e quindi ritengo che si debba riflettere sul vantaggio che potrebbe derivarne considerato il ragionamento che si fa sugli off-shore per cui gli Enti locali prendono delle royalties rispetto all’energia prodotta, ritengo che questo grande progetto possa garantire al territorio un vantaggio economico veramente consistente”. Per il vicepresidente dell’associazione degli agenti marittimi, imprenditore che opera nel settore portuale a Trapani, quella del parco eolico off-shore è una grande possibilità di sviluppo, ammodernamento e crescita economica per la Sicilia.
E’ un sì meno convinto quello di Fare Ambiente Trapani. “L’eolico off-shore – afferma il coordinatore Toto Braschi – è sempre più uno sbocco presente e futuro per cercare di sfruttare al massimo una delle energie rinnovabili più abbondanti: il vento. E non v’è dubbio che questo progetto possa rappresentare una possibile soluzione al problema della profondità del Mediterraneo. In un momento storico in cui la crisi climatica impone la de-carbonizzazione per la produzione di energia elettrica è fondamentale promuovere l’innovazione tecnologica e la diffusione di tutte le rinnovabili a partire dal fotovoltaico e dall’eolico, nel caso di specie. Non si può non guardare con favore alle progettazioni industriali che vedono protagoniste metodologie di impiego di queste fonti inesauribili”. Ma per Fare Ambiente c’è da capire che tipo di impatto potrebbero avere gli impianti eolici sulle rotte navali e su quelle migratorie dei cetacei.
D’accordo, con riserva, anche Greenpeace Italia, Legambiente e WWF Italia: “Nessun pregiudizio sull’eolico offshore galleggiante, importante per decarbonizzazione e lotta alla crisi climatica. L’importante è che siano garantiti il rispetto delle procedure di valutazione ambientale e trasparenza per affrontare criticità e minimizzare impatti”.



Chi dice no
Fronte spaccato tra le associazioni ambientaliste, perchè altri dicono no al progetto. La sezione trapanese del WWF Italia, che gestisce la Riserva Orientata delle Saline di Trapani e Paceco e l'associazione Amici della Terra sono intervenuti nelle scorse settimane con un documento inviato al ministero dell'Ambiente, con il quale chiedono il respingimento della richiesta di concessione dell'area demaniale e in area strategica e di importanza internazionale per la migrazione degli uccelli, vista la mancanza di verifica di compatibilità ambientale tramite la procedura VAS, VIA, VINCA. Secondo le associazioni che hanno presentato la richiesta di respingimento, alle quali si è affiancato anche l'ordine degli architetti di Trapani, il progetto del Parco Eolico, si collocherebbe lungo una rotta migratoria di importanza internazionale confermata anche dalla individuazione di ben 3 siti RAMSAR, 4 IBA, nonché 4 ZPS e 5 ZSC. Due di essi sono anche Riserve naturali orientate. E’ presente anche l’Area Marina Protetta delle Isole Egadi, limitandoci al solo tratto della costa nord occidentale della Sicilia.


Contraria anche la deputata regionale Valentina Palmeri, secondo cui "poiché la società non ha ancora definito lo studio di impatto ambientale (il progetto è da sottoporre a VIA), non sussiste al momento alcun legittimo parere che possa giustificare il rilascio anticipato della concessione, visto che comporterebbe comunque vincoli a scapito dell’interesse e del bene pubblico”.
Dice no il Pd di Trapani che sottolinea come l’impianto “non porterà alcun giovamento alla Sicilia in quanto attraverso un lungo cavidotto sottomarino si intende servire la Regione Campania, per cui nelle Isole Egadi per esempio si continuerebbe a produrre energia elettrica con fonti fossili classiche”. Quello che dicevamo prima, energia prodotta qui, ma per gli altri.



Il dibattito è aperto dal punto di vista tecnico.
Da un lato le energie rinnovabili sono da incentivare per l’abbattimento dell’inquinamento ambientale causato dal fossile. Dall’altro, però, è da verificare l’impatto ambientale che può avere il parco eolico, e come potrà essere risolta la questione delle rotte marittime delle imbarcazioni e degli animali.
La questione è aperta, la procedura ancora in fase preliminare. I primi pareri sono arrivati al ministero.