Ma il problema non è la poltrona o il divano
di Katia Regina
Andare a cena da Hannibal Lecter e lamentarsi per la disposizione dei posti a tavola. E se il problema fosse un altro? Ad esempio il fatto di continuare a sedersi alla tavola di un individuo che ha sterminato intere etnie, che bombarda i civili e perseguita tutti gli oppositori. Di quali altri crimini dovrà macchiarsi per poter essere finalmente bannato dai tavoli della diplomazia europea?
Erdogan non è solo un dittatore, è anche bipolare. Il vero incidente diplomatico però lo ha creato Draghi, altro che divano e poltrona. Dopo Biden, che ha definito pubblicamente Putin un assassino, anche il nostro presidente del Consiglio è stato colpito dalla Sindrome della verità. Da qualche anno il presidente turco si è manifestato per quello che sostanzialmente è sempre stato, uno stratega invasato che inscena processi di democratizzazione per avvicinarsi all'Europa, firmando per primo la Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne anche in ambito domestico, salvo poi scoprire che quell'accordo strideva con la consuetudine culturale dei maschi indigeni che picchiano regolarmente e impunemente le proprie mogli. Va da sé che certe tradizioni così consolidate non si possono interrompere senza creare malumori tra la componente conservatrice dei suoi elettori. Proprio così, i suoi elettori, perché Erdogan è stato eletto dal popolo e dunque, tecnicamente, non è un dittatore. Un po' come fu per Hitler, per intenderci (sic!). Di crimini contro l'umanità ne ha una bella collezione, a differenza del führer non ha ancora scatenato una guerra mondiale, ma forse ci sta lavorando, chissà.
Ciò detto, ci indigniamo perché ha fatto accomodare la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, su un divano?
Qualcosa mi dice che Draghi dovrà rimangiarsi quell'epiteto, altrimenti sarà costretto a usarlo anche per l'omologo egiziano e non solo. Ha però anche aggiunto che con lui bisogna cooperare, per forza, altrimenti a chi vendiamo le armi? Non è questo il momento per creare nuovi buchi nel bilancio.
Erdogan è scivolato sulla classica buccia di banana, sì perché su tutto possiamo chiudere un occhio, violazione dei diritti umani compresi, ma se non sei educato a tavola hai chiuso... forse, e comunque fino alla prossima commessa per l'acquisto di armi.
Per il ripasso a casa riguardare la puntata di Presa diretta già segnalata la scorsa settimana per il caso di Giulio Regeni.
Consigli per la lettura: un libro qualsiasi di Orhan Pamuk.
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