Sicilia, il mega centro direzionale della Regione e i primi conflitti d'interesse
Una procedura che si è appena avviata, ma che già potrebbe incepparsi, quella del progetto faraonico da quasi mezzo miliardo di euro necessari per la costruzione del nuovo Centro direzionale della Regione siciliana.
UN MACROSCOPICO CONFLITTO D’INTERESSE – “I legittimi dubbi sulla regolarità dell’affidamento del lavoro di progettazione per la realizzazione del Centro Direzionale della Regione – dicono i deputati del gruppo Pd all’Ars che sull’argomento hanno presentato un’interrogazione – il mega progetto da 425 milioni di euro, che dovrebbe accogliere tutti gli uffici dell’amministrazione regionale ubicati a Palermo (zona Via Ugo La Malfa), impongono una seria verifica sull’assenza di qualunque forma di conflitto di interessi”.
IL CONCORSO CON ‘IL COLLABORATORE’ ALLA PRESIDENZA DI GIURIA – L’idea era buona l’applicazione pratica meno. Trasparenza, correttezza e lealtà vorrebbero che chi decide – o presiede la giuria di un concorso internazionale di progettazione – non abbia avuto, in alcun modo, trascorsi professionali con chi deve valutare. Ma in Sicilia succede anche questo. ‘Leclercq Associes’, quotato studio di progettazione – spiegano i Dem regionali – negli ultimi anni ha portato avanti molti lavori in collaborazione proprio con il presidente della Commissione stessa Marc Mimram, un particolare non di poco conto che lascia spazio a notevoli dubbi sulla trasparenza e sulla regolarità della procedura. Il presidente della Regione e l’assessore all’Economia – continuano i parlamentari Pd – hanno il dovere di verificare la regolarità dell’affidamento sospendendo in autotutela la procedura per scongiurare eventuali illegittimità causate dall’incompatibilità tra il ruolo di componente della commissione e quello di professionista del presidente Marc Mimram”.
La commissione di gara, nei mesi scorsi aveva vagliato 34 progetti, individuando cinque finalisti e tra questi aveva scelto il lavoro – presentato dalla mandataria ‘Teknè S.P.A’ di Milano, società indipendente di ingegneria e consulenza, che opera sia nel settore pubblico che in quello privato, a livello nazionale e internazionale – realizzato dagli studi di architettura ‘Leclercq Associés’, ‘Nicolas Laisne’, e ‘Clément Blanchet’, di Parigi.
TUTTI GLI UFFICI IN UN UNICO LUOGO – La motivazione alla base di questo mastodontico progetto da 120 mila metri quadri, è quello di riunire in un unico posto tutto l’apparato burocratico regionale: assessorati, segreterie, e quant’altro, raggruppati e concentrati in una zona servita dai mezzi pubblici, dotata di un ampio parcheggio di 60 mila metri quadrati. Ma non solo. Palestra, asilo nido, ristorante, caffè, negozi, un centro benessere, e l’immancabile chiesa: strumento immancabile per attirarsi l’ulteriore benevolenza di qualcuno.
25 MILIONI E 676 MILA EURO L’ANNO DI FITTI PASSIVI – Le spese annuali di locazione – almeno secondo quanto dichiarato alcuni mesi or sono dal presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, nel corso della conferenza stampa di presentazione del complesso – di tutti gli immobili sede di uffici regionali, ammonterebbe a poco meno di 26 milioni di euro l’anno.
POCO PIÙ DI 400 MILIONI DI EURO IL SUO COSTO – I conti, sarebbero dunque facili: il nuovo Centro direzionale costerà quasi 450 milioni di euro, 26 milioni di euro l’anno già si spendono e si continueranno a spendere per molti anni ancora, in 20 anni di affitti si paga la realizzazione dell’opera. Non fa una grinza.
TUTTI INSIEME SINDACO E CONSIGLIO PER APPROVARLO – A parole il primo cittadino Leoluca Orlando ha profuso una chiara unione d’intenti con la Regione ma ricordiamo che l’opera, in quanto ricadente su territorio comunale, deve passare al vaglio del Consiglio comunale. E visti i recenti chiari di luna – che vedono il primo cittadino ormai senza maggioranza in Consiglio comunale – non tutto potrebbe andare per il verso giusto. “Il progetto del Centro direzionale – ha affermato nei giorni scorsi Marianna Caronia, Consigliera comunale di Forza Italia – è un progetto faraonico che avrà un impatto enorme sulla viabilità, sulla mobilità e sulla vivibilità di un'ampia zona di Palermo. Il tutto con costi enormi, fin qui valutati in oltre 500 milioni di euro, che peseranno per decenni sulle casse della Regione e sulle tasche dei siciliani. Ancora una volta, e lo chiedo formalmente al presidente del Consiglio, Salvatore Orlando, credo che sia indispensabile convocare l’assemblea di Sala delle Lapidi per parlare del progetto nel suo complesso al di fuori e ben oltre il mero iter formale”.
Alessandro Accardo Palumbo
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