Castelvetrano, medico condannato per un'operazione all'anca sbagliata
Per omicidio colposo, il Tribunale di Marsala ha condannato a un anno e mezzo di reclusione (pena sospesa) il dottor Bartolomeo Lupo, di 67 anni, il medico che nel marzo 2015, all’ospedale di Castelvetrano, eseguì l’intervento chirurgico di artroplastica totale d’anca a seguito del quale, a causa di una forte emorragia, dopo un paio di settimane di coma morì il 59enne mazarese Vincenzo Gancitano.
La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico Matteo Giacalone, che ha condannato il medico, all’epoca responsabile del reparto di Ortopedia dell’ospedale belicino, anche al risarcimento danni alle parti civili. Il legale di queste ultime, l’avvocato Antonino Carmicio, evidenzia che nel corso del processo la perizia disposta dal giudice, che ha nominato quali esperti i professori Francesco De Stefano, Federico Santolini e Luca Brazzi, i primi due docenti all’Università di Genova e il terzo a quella di Torino, “hanno accertato che, sebbene dal punto di vista strettamente ortopedico, l’intervento risultasse regolarmente eseguito, vi erano state delle criticità nella gestione pre e post operatoria. Per i periti, infatti, alla comparsa dell’evento emorragico il chirurgo operatore effettuò un’emostasi superficiale e, quando il paziente precipitò in uno stato di ipotensione, bradicardia e arresto cardio-circolatorio, constatò l’arresto della emorragia solo ‘visivamente’ non indagando, successivamente, sulla possibile lesione vascolare”.
Vincenzo Gancitano era anche un runner amatore tesserato per il gruppo sportivo Atletica Mazara. A difendere il medico condannato è stato l’avvocato Giuseppe Incandela.
La signora Maria Gancitano, sorella del defunto, dopo la lettura della sentenza, in lacrime, ha detto: “Questa sentenza non mi restituirà mio fratello ma credo che adesso egli potrà riposare in pace”. I nipoti della vittima, dal canto loro, stanno valutando eventuali altre azioni in considerazione di alcune dichiarazioni rese dall’imputato nel corso dell’istruttoria che essi hanno reputato “calunniose”.
Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni ed è molto probabile che l’avvocato Giuseppe Incandela proporrà appello.
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