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06/06/2021 13:01:00

"Le campane troppo rumorose della chiesa di San Francesco di Marsala"

Campane elettroniche troppo rumorose. Sono quelle della Chiesa di San Francesco di Marsala. Si tratta della chiesa accanto l'ex ospedale San Biagio, nel centro storico. Ecco la lettera giunta in redazione da parte di un lettore di Tp24.

Gent.mo Parroco,

oggi Le voglio scrivere perché da cittadino che abita vicino la Sua Chiesa, ho tutto il diritto di lamentarmi.
Le scrivo in prima persona ma Le assicuro che tanti altri che abitano nelle vicinanze, leggendo questa lettera, mi daranno ragione.
Ormai le tradizionali campane, i cui tocchi venivano scanditi dalle abili mani dell'uomo, purtroppo sono state sostituite da altoparlanti e rintocchi anche a carattere musicale che, programmati digitalmente, suonano tantissime volte nell'arco della giornata e dell'intera settimana e soprattutto la domenica, giorno in cui nostro Signore ha detto al genere umano di potersi riposare (con le dovute eccezioni).
Bene, questo riposo è spesso interrotto dal volume molto alto di queste "melodie", che spesso si protraggono per diversi minuti a volume sostenuto.

Ci sono parroci che scampanano prestando attenzione alla pubblica quiete ed altri invece si abbandonano con maggior enfasi ad invitare il proprio gregge agli uffici divini o anche solo a ricordare loro del tempo che passa.

Nel Suo caso la "normale tollerabilità" credo che sia stata abbondandemente superata, anche perché la condizione dei luoghi non lo consente; fossimo stati in aperta campagna il discorso sarebbe stato molto diverso, ma siamo in pieno centro storico.

Questa “normale tollerabilità” (cito le parole di un avvocato) è quella soglia oltre la quale sussiste il pericolo di un danno non patrimoniale da lesione della salute psico fisica data, ad esempio, dal non dormire la notte, dall’aumento della stress, ed anche quello di danno patrimoniale, dato ad esempio dal mancato godimento della propria abitazione.

Questo presuppone, la dove venisse accertato, anche un reato penale (art. 659 c.p.) che recita parzialmente "Chiunque mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici".
La Chiesa ha il sacrosanto diritto di suonare le "campane" ma lo scampanio deve essere collegato a FUNZIONI LITURGICHE e non, ad esempio, allo scandire delle ore e in ogni caso senza superare la soglia dei decibel imposta per legge.
In termini più semplici: se lo scampanio non è collegato ad una liturgia (es. scandire l’ora), allora è trattato dalla legge come ogni altra fonte rumorosa. Al contrario se lo scampanio è invece direttamente collegato alla liturgia allora è espressione del diritto di culto e la soglia della normale tollerabilità – pur sussistente – si alza considerevolmente.
Detto questo, gentilissimo Parroco, La invito, quale uomo di fede, a regolamentare la frequenza, il volume e solo nei casi di funzioni liturgiche, delle campane in modo da non turbare la quiete dei cittadini che la domenica vorrebbero dormire qualche ora in più. Se questa mia preghiera non dovesse essere accolta allora, mio malgrado, sarò costretto a rivolgermi agli enti competenti, nella fattispecie l'ARPA, per i dovuti controlli.

Cordiali Saluti
Un residente con l'emicrania.