Quantcast
×
 
 
24/08/2021 17:05:00

La Diocesi di Trapani festeggia la Madonna di Custonaci e celebra Tito Brandsma con uno spettacolo

Oggi 24 agosto alle ore 18.30 il vescovo Pietro Maria Fragnelli presiederà i vespri solenni presso la Chiesa Madre di Erice con la consegna delle chiavi d’oro della Civitas erycina all’immagine della Madonna.

Mercoledì, giorno della festa, il vescovo alle ore 11 presiederà la celebrazione eucaristica presso il Santuario di Maria Santissima di Custonaci.

 

Di seguito il programma dei festeggiamenti a Custonaci che si inseriscono nel 500º anniversario (1521-2021) della sacra icona che risale al XV secolo ed è opera della scuola di Antonello da Messina.

 

Uno spettacolo sul frate Tito Brandsma

Uno dei primi avversari della dittatura nazista nei Paesi Bassi, presidente dei giornalisti cattolici olandesi e docente universitario, Tito Brandsma è un frate carmelitano ucciso nel campo di concentramento di Dachau. È stato dichiarato beato, martire per la fede, il 3 novembre 1985 da papa Giovanni Paolo II.

Domani 24 agosto alle ore 19 presso il Santuario della Madonna di Trapani si terrà uno spettacolo teatrale con la regia di Antonio Vitale che ne racconterà la vicenda umana e spirituale. Lo spettacolo prodotto da “TeatrArteAllaRibalta” sarà ad ingresso libero fino al raggiungimento del numero massimo dei partecipanti per l’osservanza delle norme anti-covid19.

 

Di seguito alcune note di regia

 

Sinossi: “UN FRATE PERICOLOSO” è uno spettacolo teatrale in un atto incentrato sulla figura del martire carmelitano, Tito Brandsma.

Padre Tito si trova nel campo di concentramento di Dachau, da dove racconta la sua vicenda umana e religiosa, attraverso il ricordo della quale cerca di evadere, in qualche modo, dalle “brutture” del campo. Il ripercorrere le tappe fondamentali della sua vita gli permette di rivivere momenti ed emozioni intrisi di nostalgie, dal ricordo dolce dei suoi genitori all’entrata in convento a Boxmeer.

In questo percorso il nostro Tito ha un unico compagno di viaggio: Dio.

Dio e la fede sono talmente forti in padre Tito che gli permetteranno di affrontare le tentazioni, l’arresto e la prigionia con quella serenità tipica dei santi. Riporterà all’infermiera, che gli farà l’iniezione letale di acido fenico, le parole di Santa Teresa:

“I buoni sacerdoti non sono quelli che dai pulpiti dicono belle parole, ma quelli capaci di offrire il proprio dolore per gli uomini.”

Questo spettacolo vuole evidenziare ancora di più l’essere veramente cristiano di quest’uomo, considerato “pericoloso” dai nazisti solo perché, con la sua attività di giornalista, cercava di rendere libera la stampa cattolica, non facendola sottomettere ai dettami del partito Nazionalsocialista in quanto andavano contro i principi basilari della dottrina di Cristo.

In scena un attore nei panni di padre Tito ed un’attrice che interpreterà vari personaggi a seconda dello sviluppo della vicenda. Ad arricchire lo spettacolo musiche suggestive, frutto di un’intensa ricerca musicale.