Castelvetrano. Dopo la confisca alla mafia, centro antiviolenza in mano ai vandali
Inaugurato nel 2017, il centro antiviolenza oggi subisce la violenza dei vandali e dei ladri, con i sanitari spaccati per portar via i rubinetti e l’impianto elettrico danneggiato.
E’ quello che raccontano le immagini inviateci da un lettore che, durante una passeggiata in campagna, nella Contrada Canalotto, si era accorto che quella grande casa aveva la porta aperta.
Difficile dire cosa manchi e cosa sia ancora rimasto all’interno, ma la sensazione è che i malviventi, abbiano agito indisturbati.
L’edificio, che sorge in un terreno confiscato alla mafia, era stato restaurato grazie ad un finanziamento regionale di 350 mila euro, ottenuto nel 2014. Nel 2016, ci vollero altri 25 mila euro per l’acquisto di beni di prima necessità per far funzionare la casa che avrebbe dovuto ospitare donne vittime di violenza, il cui indirizzo sarebbe rimasto segreto per la loro tutela.
Nel gennaio 2017, come si diceva, l’inaugurazione in pompa magna, con l’amministrazione comunale (qualche mese prima dello scioglimento per mafia), le autorità militari cittadine e gli esponenti di diverse associazioni che avrebbero dovuto gestire il centro nella fase di start-up.
L’indirizzo è rimasto segreto. Evidentemente non a tutti.
Egidio Morici
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