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21/10/2021 06:00:00

Dragaggio del porto di Mazara. "Lavori fermi, zero trasparenza e il misterioso quartetto"

 Ieri abbiamo iniziato a riprendere le fila dell’intricatissima vicenda relativa al mancato dragaggio del porto canale.

E lo abbiamo fatto con la prima parte di un’articolata intervista ad Enzo Sciabica, nella sua qualità di ex coadiutore del Direttore dei lavori per il dragaggio del porto di Mazara. Oggi concludiamo, cercando di fare un po’ di luce e dando ulteriormente voce a chi, di questa spinosa vicenda, è stato per molti versi e lungo tempo, testimone diretto.


L’ACCORDO COL CANTIERE NAVALE E LA CHIATTA PER I FANGHI – “Allora – afferma Enzo Sciabica, continuando a rispondere alle domande di Tp24.it – mi sono dato da fare per capire e per eventualmente decidere, definitivamente, di declinare l’incarico di coadiutore del direttore dei lavori, come sta scritto nel verbale del 19/9/2019. Inaspettatamente ho appreso che l’ing. Viviano era stato nominato anche ‘direttore dei lavori’. Cosi come ho appreso che il cantiere navale, alla fine, non aveva più aderito all’accordo, tant’è che in perizia suppletiva di variante, redatta dall’ing. Viviano, anziché all’area del cantiere navale, si fa riferimento ad una chiatta di 1000 m2, da piazzare nel porto-canale per il deposito temporaneo dei fanghi. Un’altra novità, in corso d’opera, nel mal concepito progetto TP 189 che, in verità, non mi sembra né un progetto di dragaggio portuale, né un progetto di mitigazione del rischio idrogeologico del fiume Mazaro; novità che potrebbe incidere sia sui costi, sia sull’operatività dell’intervento. Cose che – continua l’ex coadiutore Sciabica – hanno indotto l’amministratore della ‘Ecol 2000’, delegato dal Prefetto di Palermo, a chiedere un altro ‘tavolo tecnico’, ma la ‘Stazione appaltante’ sembra avere avviato l’iter per la risoluzione del contratto d’appalto, mentre i giornali hanno ventilato la continuazione dei lavori da parte di una ditta che corrisponde alla ragione sociale di ‘Tiozzo’ ”.


Quindi la causa delle sue dimissioni definitive è da collegare alla mancanza di trasparenza da parte dell’Ufficio del Commissario al rischio idrogeologico che gli ha conferito l’incarico?
“Assolutamente si! Né, tra l’altro – afferma Sciabica – il nuovo direttore dei lavori, ing. Viviano – (come del resto l’ing. del Genio Civile che inizialmente ha preso il posto dell’ing. Teresi), a differenza dell’ing. Teresi che a cadenza quasi settimanale veniva in colmata per concordare il da farsi – si è mai preso la briga, dal 9 marzo 2021 o da quando ha avuto conferito l’incarico, di venire a visionare la zona umida assieme a me; di venire, o di convocarmi, per discutere delle misure di mitigazione dell’impatto da adottare, della recinzione in particolare, che dovrebbe essere anche a prova di cani, come ha lasciato intendere il dott. Antonino Lamantia nello Studio d’Incidenza Ambientale; di convocarmi per discutere del ‘piano di monitoraggio ambientale’.

IL MISTERIOSO ‘QUARTETTO’ –“Niente di niente, cosa che, alla luce delle conoscenze pregresse e odierne, mi ha indotto – continua Sciabica – a pensare che si è chiuso il cerchio attorno al quartetto cha da sempre propugna la colmata del tratto di mare (Colmata B), conosciuto a livello europeo come ‘Laguna di Tonnarella’, in cui avrebbe dovuto atterrare, negli anni ‘80 la nota bretella ANAS ‘Soprelevata’. Bretella fatta atterrare dall’ANAS prima dello specchio acqueo, al fine di rispettare anche le moderne normative a tutela del paesaggio, del patrimonio naturale e non ultime le indicazioni della Regione che nel 2003, nell’approvare il PRG, ha raccomandato che l’attacco sulla costa della Soprelevata avrebbe dovuto essere realizzato con impatto minimo. Mi è sembrato altresì – conclude l’ormai ex coadiutore del Direttore dei lavori per il dragaggio del porto di Mazara, Enzo Sciabica – che il cerchio si sia chiuso attorno allo stesso quartetto che ha molto da dire sul compromettente dragaggio eseguito intorno al 2000 (compromettente a detta anche di un ex Comandante in seconda della Capitaneria di Porto), finanziato dall’ex Provincia e, guarda caso, condotto da un’altra ditta che si chiamava pure Tiozzo”.

Alessandro Accardo Palumbo
www.facebook.com/AlessandroAccardoPalumbo