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19/11/2021 06:00:00

  Covid. Le regioni sono stanche dei no-vax. Mascherine e tamponi, nuove regole in Sicilia

Green pass valido nove mesi, nessuna regione va al momento in zona gialla. Ma i presidenti delle regioni chiedono un incontro al Governo. Vogliono mettere sul tavolo delle restrizioni soltanto per i non vaccinati. Sono stanchi, i presidenti di regione, dei non vaccinati e dell'aumento del contagi che mette a rischio il Natale.

Sono soprattutto le regioni del Nord Italia a chiedere, in particolare, che la suddivisione in fasce gialla, arancione e rossa, valga solo per i non vaccinati. Intanto in Italia il contagio si conferma in crescita, e anche ieri sono stati registrati più di 10 mila casi. In Sicilia la situazione è ben diversa, con il numero dei nuovi positivi che si mantiene intorno ai 500 al giorno, e con il ricoveri che restano stabili, se non in diminuzione, con un tasso di occupazione ospedaliera ben al di sotto la soglia critica della zona gialla. Ma Musumeci ha emanato una nuova ordinanza, per tentare di salvare il Natale. Cosa prevede? L’obbligo di portare la mascherina sempre con sè, anche all’aperto, e di indossarla se c’è tanta gente. In più sono previsti tamponi obbligatori per i viaggiatori dei paesi più a rischio.
Intanto l’opposizione se la prende con l’assessore Ruggero Razza, per la chiusura dei centri vaccinali ospedalieri.


Le regioni: “Restrizioni per i non vaccinati”
I governatori sono in pressing sul governo. "In un momento in cui i contagi stanno crescendo è importante avviare in tempi rapidi, entro 72 ore, un confronto con il Governo. In Conferenza delle Regioni ho chiesto che la divisione del Paese in zona gialla, arancione o rossa, valga soltanto per i non vaccinati". Lo afferma il presidente della Liguria Giovanni Toti a proposito della possibilità di una nuova attuazione del Green Pass. "Il 90% degli italiani non può essere tenuto in scacco da un 10% che non comprende l'importanza del vaccino. I vaccinati invece potranno continuare ad organizzare la propria vita, il lavoro, la socialità".


"In questo momento non è possibile mantenere un atteggiamento attendista, bisogna anzi dettare norme chiare per affrontare questa fase della pandemia, tutelando la salute dei cittadini e consentendo all'economia di continuare la sua fase di crescita dopo aver attraversato una grave crisi", afferma Toti. "Questo è il momento in cui si programmano le vacanze di Natale e tutta la macchina economica che vi gira intorno, soprattutto dobbiamo dare la certezza ai lavoratori di tutti questi settori che il paese non richiuderà", aggiunge il governatore ligure. Intervenendo alla Conferenza delle Regione il presidente della Liguria ha anche detto: "I numeri ci dicono che il 90% delle terapie intensive sono occupate da non vaccinati. È quindi, in primis, una questione di protezione delle persone, oltre che della ripartenza dell'economia e di una pressione ospedaliera".
"Il governo è ovviamente disponibile a mettere in agenda a breve un tavolo di confronto". E' quanto ha detto il ministro per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini durante la conferenza Stato-Regioni dopo la richiesta dei presidenti di un incontro urgente sulle regole in vigore e sul green pass. Della richiesta sono stati informati sia il presidente del Consiglio Mario Draghi sia il ministro della Salute Roberto Speranza.

 

 

Nuove regole in Sicilia

Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, anticipa il Governo e con una propria ordinanza adotta nuove misure di contrasto al Covid-19 in vista delle festività natalizie. La nuova ordinanza è stata adottata dopo la relazione dell’assessorato alla Salute. I provvedimenti sono in vigore da oggi fino al 31 dicembre.

Obbligo di tampone
Dovranno sottoporsi all’esame, nei porti e aeroporti siciliani, anche i viaggiatori che arrivano dalla Germania e dal Regno Unito. Attualmente il controllo è già previsto per chi proviene, o vi abbia transitato nei 14 giorni precedenti, dagli Usa, Malta, Portogallo, Spagna, Francia, Grecia e Paesi Bassi.

Uso della mascherina
Viene introdotto l’obbligo di portare la mascherina sempre con sé e di indossarla anche in tutti i luoghi aperti al pubblico particolarmente affollati.


Chiusura centri vaccinali ospedalieri, M5S Ars: “Ennesima scelta sbagliata di Razza”

“Non c’è alcun dubbio, la chiusura dei centri vaccinali ospedalieri decisa da Razza è l’ennesima scelta sbagliata di questo governo del nulla. Se l’intento dell’assessore era anche quello di risparmiare, poteva andare a rivedere le spese degli hub, che costano tantissimo e in proporzione rendono molto, ma molto meno delle strutture che il governo vuole chiudere”.
Lo affermano i deputati del M5S Giorgio Pasqua, Francesco Cappello, Salvatore Siragusa e Antonio De Luca, componenti della commissione Salute dell’Ars
“Ancora una volta – dicono i deputati - davanti ad un bivio, come spessissimo gli accade, il governo Musumeci sceglie di imboccare la strada sbagliata,tra l’altro generando notevole confusione in un momento in cui sono necessarie disposizioni univoche e chiare. Sarebbe stato molto più opportuno se il solerte assessore alla Salute avesse fatto qualcosa sul fronte delle vaccinazioni di prossimità, cioè quelle che dovrebbero fare medici di famiglia e pediatri di base, dove si registra l’immobilismo più totale”-
“A Razza – aggiungono i parlamentari 5 stelle – ricordiamo che i centri vaccinali ospedalieri sono i soli che garantiscono una discreta sicurezza per le cosiddette vaccinazioni protette, che non possono essere fatte negli hub, in quanto non affiancati da una rianimazione”.
“Ci auguriamo – concludono – che Razza torni sui propri passi,magari pensando ad una rivisitazione dell’organizzazione dei mega hub, i cui costi sono veramente notevoli e dove potrebbero essere individuate parecchie spese da tagliare senza incidere negativamente sulla campagna vaccinale”.


I dati siciliani
Sono 501 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore su 26.307 tamponi, con un tasso di positività dell'1,9%. La curva dei contagi dell'Isola continua a salire ma in modo molto meno ripido: negli ultimi sette giorni l'aumento dei casi segna un +1,8%. Nove i decessi ma sei di questi sono frutto di ricalcolo, 385 i guariti. L'incidenza per 100 mila abitanti è invece a quota 68.
In leggero calo la pressione sugli ospedali: 345 i pazienti ricoverati in area medica Covid, 6 in meno rispetto a ieri; stabile invece la situazione in terapia intensiva con 43 posti letto occupati e 3 nuovi ingressi in rianimazione nelle ultime 24 ore. Questa la suddivisione per province dei nuovi casi: Catania 153, Messina 133, Palermo 74, Siracusa 42, Trapani 35, Agrigento 30, Ragusa 21, Enna 16, Caltanissetta 11. Sono invece 9.734 gli attuali positivi in Sicilia, di cui 9.346 in isolamento domiciliare.

 

 

La situazione in provincia di Trapani
Aumentano le persone con il Covid19 in provincia di Trapani. Sono 634 secondo i dati forniti dall'Asp di Trapani. Stabile la situazione negli ospedali, non c'è nessun nuovo decesso. Tra le città Trapani sfonda il muro dei cento positivi.

Questa è l’attuale distribuzione in provincia dei positivi al virus (tra parentesi la differenza con il dato di mercoledì).
Alcamo 85 (-3), Buseto Palizzolo 6, Calatafimi Segesta 25, Campobello di Mazara 49, Castellammare del Golfo 24, Castelvetrano 66 (+0), Custonaci 4, Erice 57 (+10), Favignana 2, Gibellina 1, Marsala 91 (-2), Mazara del Vallo 28 (+0), Paceco 32, Pantelleria 4, Partanna 23, Petrosino 0, Poggioreale 0, Salaparuta 0, Salemi 1, San Vito Lo Capo 5, Santa Ninfa 8, Trapani 107 (+9), Valderice 16, Vita 0.

Totale attuali positivi 634 (+17)
Totale deceduti 428 (+0)
Guariti 19826 (+17)
Ricoverati in Terapia intensiva 1 (//)
Ricoverati in Semi Intensiva 9 (//)
Ricoverati in Degenza ordinaria 12 (//)
Tamponi molecolari 473
Tamponi rapidi 339

 

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Il virus in Italia
Sono 10.638 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute, ieri erano stati 10.172.
Sono invece 69 le vittime in un giorno.
Ieri erano state 72.
Sono 625.774 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 537.765. Il tasso di positività è all'1,7%, in leggero calo rispetto all'1,9% registrato ieri. Sono invece 503 (ieri 486) i pazienti in terapia intensiva in Italia, 17 in più rispetto a ieri nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 55. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 4.088 (ieri 4.060), ovvero 28 in più rispetto a ieri.

Nella settimana dal 10 al 16 novembre "netto incremento della circolazione virale con impatto ospedaliero" al momento contenuto "grazie ai vaccinale".
Rispetto alla precedente, si rileva un aumento del 32,2% di nuovi casi di infezione da Sars-Cov-2 (54.370 rispetto a 41.091), un aumento del 15,5% dei ricoveri di pazienti con Covid-19 che presentano sintomi (3.970 rispetto a 3.436) e un aumento del 14,3% delle terapie intensive (481 rispetto a 421).
E' quanto rileva il nuovo monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe.
In 7 Province si contano oltre 150 casi per 100.000 abitanti: Trieste, Bolzano, Gorizia, La Spezia, Forlì-Cesena, Padova e Vicenza. E quanto rileva il monitoraggio.
Per la quarta settimana consecutiva si conferma un incremento dei nuovi casi settimanali, come documenta anche la media giornaliera, "che in un mese è triplicata: da 2.456 il 15 ottobre a 7.767 il 16 novembre". In tutte le Regioni, tranne Calabria e Umbria, si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi, che va dal 0,7% della Puglia al 180% della Valle D'Aosta.