Si conclude il 2021, per la città di Marsala non è un bilancio positivo e non solo per i contagi da Covid che continuano a crescere ma anche per la mancanza di una guida certa che sappia indirizzare la comunità tutta. Non c’è visione e prospettiva, almeno non è data conoscerla ai comuni mortali, per le nomine presenti e future invece è tutto estremamente chiaro.
Il sindaco Massimo Grillo aveva annunciato una conferenza stampa a chiusura d’anno per fare il punto amministrativo, nulla di fatto: i troppi contagi, fanno sapere dal palazzo, non consentono assembramenti, peccato che non funzioni così per tutte le altre attività che fino a qualche giorno prima sono state mantenute. Lo strappo con buona parte del consiglio comunale si è consumato nella seduta del 28 dicembre, il mantenimento di Marsala Schola ha visto una tela tessuta in perfetto stile democristiano, grazie all’avallo di altrettanti consiglieri comunali compiacenti. Resta però il fatto che Marsala è una città che non ha chiaro un modello di sviluppo.
Veniamo alla classifica degli assessori.
Ultimo in classifica è Oreste Alagna, il suo incedere è praticamente sconosciuto alla città, nessuna linea pragmatica di rilancio e sviluppo per il turismo, qualche scopiazzamento per le attività produttive e, dunque, mal funziona l’asse con l’assessore regionale di riferimento Mimmo Turano.
Sesto in classifica è Michele Milazzo, non sono ancora note le ragioni politiche che hanno indirizzato il sindaco a sceglierlo come componente della giunta, è in quota a Fratelli d’Italia ma nemmeno la dirigenza sa come sia finito lì. Con Grillo accade anche questo. La sua azione amministrativa è poco incisiva sulla tutela ambientale, che non necessariamente deve essere azione di bonifica di discarica.
Quinto posto per Antonella Coppola, qualcuno le dica che fa parte di una amministrazione, è il tipico pesce fuor d’acqua, si fa scavalcare da altre persone, non c’è nelle decisioni più importanti e le sue dimissioni metterebbero in difficoltà una giunta tutta al maschile.
Quarto posto per Paolo Ruggieri, sornione sa il fatto suo, politicamente lavora per formare la sua di area. Tra le grandi opere non si comprende cosa ci sia in serbo per il porto. Soffrire in silenzio.
Terzo posto per Giuseppe D’Alessandro, impegno e costanza, gode di ironia, nonostante le enormi criticità per tutti i guasti al servizio idrico ha resistito.
Secondo posto per Arturo Galfano, garbo e compostezza, più di una volta è stato messo in difficoltà dallo stesso sindaco ma ha saputo fare buon gioco e rimanere in sella. Lavora nonostante non abbia l’assist giusto della squadra.
Capeggia la classifica Michele Gandolfo, sa di non essere gradito al sindaco, potrebbe essere il primo ad uscire ma con la sicurezza del buon politico sa di contare anche fuori la giunta: parole pungenti e tornado all’orizzonte.
Rossana Titone