Il Partito Democratico di Erice accelera sul progetto del “campo largo” e prova a riorganizzare il centrosinistra in vista delle prossime sfide amministrative.
Dopo settimane di interlocuzioni e segnali politici, il circolo guidato da Vito Brillante ufficializza una linea che punta all’unità tra forze progressiste, civiche e moderate per “fare da argine alle destre” e costruire una proposta amministrativa condivisa per il territorio.
Una strategia che non nasce dal nulla. Già nelle scorse settimane il Pd ericino aveva aperto formalmente un dialogo con il Psi locale, in quello che era stato letto come un primo tentativo di ricomposizione dell’area progressista dopo anni segnati soprattutto dalla leadership politica di Giacomo Tranchida e dall’esperienza amministrativa di Daniela Toscano.
In quel passaggio il Pd aveva evidenziato la necessità di preparare “il dopo Tranchida” e “il dopo Toscano”, riconoscendo che il tradizionale equilibrio politico del centrosinistra ericino non sarebbe più bastato da solo ad affrontare le amministrative del 2027.
Adesso arriva un ulteriore passo avanti. Nel documento firmato dal segretario Vito Brillante, il Pd parla apertamente della necessità di superare “frammentazioni e personalismi”, definiti “il principale alleato degli avversari politici”, indicando come priorità la costruzione di una coalizione ampia e coesa.
“Erice non è solo un comune, è un simbolo”, si legge nella nota politica, che collega il futuro amministrativo della città anche agli equilibri provinciali e regionali del centrosinistra.
Il nuovo asse politico si inserisce inoltre nel clima creatosi attorno a “Nova 2026”, il percorso partecipativo promosso dal Movimento 5 Stelle che sabato scorso ha fatto registrare il tutto esaurito all’Hotel La Tonnara di Bonagia.
All’iniziativa ha partecipato anche una delegazione del Partito Democratico trapanese, che ha definito l’appuntamento “un’occasione utile per costruire un campo largo serio, credibile e inclusivo”.
Il metodo proposto da “Nova” — tavoli tematici, partecipazione dal basso e confronto senza simboli di partito — sembra in parte richiamato anche dall’impostazione scelta dal Pd di Erice, che nel proprio documento parla di “tavoli tecnici permanenti”, ascolto delle associazioni, coinvolgimento del terzo settore e governance condivisa della coalizione.
Sul piano programmatico il Pd individua alcuni punti centrali per il confronto con i possibili alleati: sviluppo turistico e culturale, valorizzazione del borgo medievale e del polo scientifico della Fondazione Ettore Majorana, transizione ecologica, mobilità sostenibile, tutela del Monte Erice, politiche sociali e semplificazione amministrativa.
Particolare attenzione viene dedicata anche ai giovani, con la richiesta di politiche capaci di contrastare l’emigrazione dal territorio attraverso opportunità formative e lavorative.
Nel panorama politico trapanese il messaggio appare chiaro: il Pd di Erice prova a giocare d’anticipo e a diventare uno dei laboratori provinciali del nuovo centrosinistra, cercando di tenere insieme partiti tradizionali, civismo e movimenti progressisti in una fase che potrebbe ridisegnare gli equilibri politici del territorio.