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17/05/2026 06:00:00

Marsala: il "caso Bellina" diventa scontro politico, tra polemiche, accuse e "minacce"...

La vicenda dell’affidamento della palestra comunale “Fortunato Bellina” di Marsala, raccontata ieri da TP24, scatena polemiche e tensioni anche politiche a pochi giorni dal voto amministrativo. Tutto ha inizio da un'intervista rilasciata dal sindaco di Marsala, Massimo Grillo, nella quale annunciava pubblicamente che la gestione della palestra sarebbe stata affidata a un’Ati guidata dalla Polisportiva Marsala Volley. Un’affermazione che ha scatenato la reazione dell’altra Ati partecipante alla gara, composta da Nuova Pallacanestro Marsala, Città di Marsala, Le Libellule Italia e Aquilone e Melograno ETS, rappresentata legalmente dall’avvocato Valentina Piraino.

 

Secondo i firmatari della diffida inviata al Comune, il sindaco avrebbe comunicato pubblicamente l’esito della procedura prima della conclusione formale dell’iter amministrativo e prima delle comunicazioni ufficiali ai concorrenti. Da qui la richiesta di accesso agli atti, di sospensione dell’eventuale aggiudicazione e di annullamento in autotutela della procedura.

 

Al centro della contestazione anche un presunto conflitto di interessi legato alla presenza, nell’Ati concorrente, della società sportiva Germaine Lecocq. Secondo quanto sostenuto nella diffida, Sergio Bellafiore — dirigente della società sportiva e contemporaneamente presidente della partecipata comunale Marsala Schola — si troverebbe in una posizione incompatibile con la partecipazione alla gara. Ma gli uffici comunali di Marsala, hanno replicato sostenendo che, al momento della risposta alla diffida, non esisteva ancora alcun provvedimento ufficiale di aggiudicazione. Una precisazione che ha ulteriormente alimentato il dibattito politico, perché ha di fatto smentito formalmente l’esistenza di un affidamento già concluso.

 

La replica di Sergio Bellafiore

Dopo la pubblicazione dell’articolo di TP24 è arrivata la replica dell’avvocato Sergio Bellafiore, che ha respinto ogni ipotesi di conflitto di interessi definendo le accuse “strumentali” e legate al clima elettorale. Bellafiore ha spiegato di essere dirigente della Germaine Lecocq da anni, ben prima dell’insediamento dell’amministrazione Grillo e della sua nomina alla guida di Marsala Schola. Ha inoltre precisato di non avere alcun ruolo di rappresentanza nella società sportiva né deleghe relative ai rapporti con enti pubblici o istituzioni.

Secondo Bellafiore, non avrebbe avuto alcun coinvolgimento nella partecipazione al bando per la Bellina, curata invece dalla presidente Sandra Sorrentino e da Francesco Gandolfo. Da qui la sua posizione netta: nessun conflitto di interessi e nessuna influenza sulla commissione di gara.

Nella sua lunga nota, Bellafiore parla apertamente di una “strumentalizzazione politica” finalizzata a colpire il candidato sindaco Massimo Grillo proprio a ridosso della chiusura della campagna elettorale. L’avvocato annuncia inoltre possibili iniziative legali, sia civili che penali, nei confronti dei firmatari della diffida, valutando anche eventuali segnalazioni agli Ordini professionali competenti.

 

L’avvocato Piraino: "E' un fatto gravissimo, voglio le scuse"

Alle parole di Bellafiore ha replicato con un video l’avvocato Valentina Piraino, che ha definito “gravissimo” quanto accaduto.

Piraino sostiene che la vicenda stia assumendo toni inaccettabili sul piano professionale e personale. L’avvocato chiarisce che la diffida non rappresenta un attacco contro Bellafiore, ma un’azione amministrativa contro il Comune di Marsala nell’interesse dei propri assistiti.

"In questa città non è possibile svolgere liberamente il proprio lavoro - afferma la Piraino - Un avvocato che decide di difendere i cittadini, le società, contro le pubbliche amministrazioni, si deve ritrovare a ricevere delle minacce che riguardano la vita professionale, o la segnalazione all’ordine degli avvocati. E’ davvero grave ciò che è accaduto. E’ assurdo che mi debba ritrovare a rivendicare il mio diritto a lavorare serenamente e che mi attacchi un avvocato.  La mia non è una causa contro Sergio Bellafiore — continua la Piraino — ma contro il Comune di Marsala. È diritto dei cittadini difendersi e rivolgersi alla stampa e di portare alla luce ciò che vivono come una lesione. Io, invece, porterò nelle sedi deputate, senza nessun utilizzo politico. Questa diffida è stata fatta ai primi di marzo e non è stata utilizzata politicamente da nessuno. Questa situazione è estenuante, non è possibile difendersi per poter fare il proprio lavoro, non è possibile essere minacciata e accusata, è successo altre volte e sono stata zitta, ora è arrivato il momento di rompere il silenzio, è il momento dire che non si può lavorare, perché tutto viene ricondotto alla politica.  A me non interessa l’aspetto politico, io faccio l’avvocato e il mio cliente per me ha ragione e lo difendo fino alla fine nel modo migliore. Chiedo e voglio le scuse pubbliche, perché è stata lesa la mia dignità come avvocato e come professionista”.

 

 

 

 

 

Andreana Patti: "Basta propaganda, da Grillo solo annunci elettorali e nessuna trasparenza"

Sulla vicenda è intervenuta anche la candidata sindaca Andreana Patti, che ha attaccato  l’amministrazione Grillo parlando di “propaganda elettorale” e di “assenza di trasparenza”. Secondo Patti, il caso Bellina sarebbe solo l’ultimo esempio di una modalità amministrativa fatta di annunci pubblici su procedure ancora non concluse. La candidata cita anche il caso dello stadio “Nino Lombardo Angotta”, il cui bando sarebbe stato annunciato più volte senza arrivare alla pubblicazione definitiva.

Per Patti, la nota della dirigente comunale che conferma l’assenza di un’aggiudicazione ufficiale rappresenterebbe la prova di una gestione comunicativa “confusa” e orientata più alla ricerca di consenso che alla correttezza amministrativa. Intanto la vicenda continua a tenere banco nel dibattito cittadino, tra richieste di trasparenza, accuse reciproche e il rischio concreto che l’intera procedura possa finire al centro di un contenzioso amministrativo.