La gestione della palestra comunale “Fortunato Bellina” di Marsala finisce al centro di uno scontro amministrativo e politico che potrebbe avere sviluppi anche davanti al Tar. Tutto nasce da un’intervista rilasciata il 16 marzo 2026 dal sindaco di Marsala, Massimo Grillo, all’emittente Marsala Channel, nella quale il primo cittadino affermava pubblicamente che la struttura sportiva era stata affidata a un’ATI capeggiata dalla A.S.D. Polisportiva Marsala Volley.
Una dichiarazione che, secondo l’ATI concorrente esclusa dall’assegnazione, sarebbe arrivata prima della conclusione formale della procedura pubblica e prima di qualsiasi comunicazione ufficiale ai partecipanti al bando.
Da qui la decisione di presentare una diffida formale al Comune di Marsala con richiesta di annullamento in autotutela della procedura, contestando un presunto conflitto di interessi all’interno della compagine concorrente.
La procedura per la gestione della Bellina
La vicenda riguarda il bando pubblico emanato dal Comune di Marsala per l’affidamento in concessione della gestione della palestra “Fortunato Bellina”, impianto sportivo situato in Largo Andrea Parrinello.
La procedura, approvata con deliberazione di Giunta comunale n. 9 del 14 gennaio 2026, è stata avviata ai sensi degli articoli 176 e seguenti del nuovo Codice dei contratti pubblici, il D.Lgs. 36/2023.
Il bando prevedeva l’assegnazione della gestione attraverso una valutazione comparativa dei progetti presentati dai concorrenti, con attribuzione di punteggi tecnici fino a un massimo di 100 punti.
L’ATI che ha presentato la diffida
A contestare la procedura è “ATI Istante”, composta da quattro realtà associative marsalesi: A.S.D. Nuova Pallacanestro Marsala, capofila rappresentata da Peppe Grillo:
- A.S.D. Città di Marsala, rappresentata da Salvatore Ales; A.S.D. Le Libellule Italia, rappresentata da Mattia Galuppo; Associazione Aquilone e Melograno ETS, Matteo Pellegrino. L’aggregazione temporanea di associazioni è stata costituita il 25 febbraio 2026 proprio per partecipare al bando relativo alla gestione della Bellina.
L’ATI è rappresentata legalmente dall’avvocato Valentina Piraino, che ha trasmesso al Comune una diffida formale indirizzata alla responsabile del procedimento, la dirigente comunale Giovanna Basiricò, e per conoscenza al segretario generale del Comune.
Perché nasce la contestazione
Il cuore della contestazione riguarda la composizione dell’altra ATI partecipante alla gara, quella che secondo le dichiarazioni del sindaco sarebbe risultata assegnataria della gestione. Secondo quanto riportato nella diffida, l’ATI concorrente sarebbe guidata dalla Polisportiva Marsala Volley e comprenderebbe anche la Germaine Lecocq.
Ed è proprio su quest’ultimo soggetto che si concentra il rilievo dell’ATI Istante. Secondo i firmatari della diffida, un componente del consiglio direttivo della Germaine Lecocq, Sergio Bellafiore, ricopre contemporaneamente la carica di presidente della partecipata comunale “Marsala Schola”, società collegata all’amministrazione comunale. Circostanza che, secondo i legali dell’ATI concorrente, configurerebbe “una situazione di potenziale conflitto di interessi” incompatibile con la partecipazione alla procedura.
Il nodo del conflitto di interessi
Nella diffida vengono richiamati diversi articoli del nuovo Codice degli Appalti, in particolare l’articolo 16 del D.Lgs. 36/2023, che impone alle stazioni appaltanti di prevenire situazioni di conflitto di interessi nelle gare pubbliche. Secondo l’ATI Istante, il ruolo ricoperto nella governance di una partecipata comunale determinerebbe una “posizione di prossimità” con il Comune tale da poter influenzare la procedura o alterare la parità tra concorrenti.
Nella ricostruzione contenuta nell’atto legale, il presidente della partecipata “Marsala Schola” avrebbe infatti rapporti continuativi con il Comune e accesso a informazioni che potrebbero determinare una distorsione della concorrenza. Per questo motivo, secondo i firmatari della diffida, la domanda di partecipazione dell’ATI concorrente sarebbe “inammissibile” e avrebbe dovuto essere esclusa.
L’intervista del sindaco e l'annuncio
Altro altro punto centrale riguarda proprio l’intervista del 16 marzo rilasciata dal sindaco Grillo. Secondo l’ATI Istante, la comunicazione pubblica dell’esito della procedura attraverso un’intervista online, prima di un formale provvedimento di aggiudicazione e prima della comunicazione ufficiale ai concorrenti, avrebbe violato i principi di trasparenza e parità di trattamento previsti dal Codice degli Appalti. Nella diffida si legge infatti che la notizia dell’assegnazione sarebbe stata appresa “attraverso un’intervista del Sindaco pubblicata online” e non tramite gli atti ufficiali della procedura. Per i legali dell’ATI concorrente ciò avrebbe compromesso il diritto di difesa dei partecipanti non aggiudicatari.
Le richieste avanzate al Comune
Con la diffida formale, l’ATI Istante ha chiesto al Comune di Marsala: di comunicare formalmente se esista un provvedimento di aggiudicazione; di trasmettere verbali, graduatoria e atti della commissione; di sospendere l’efficacia dell’eventuale aggiudicazione; di annullare in autotutela l’eventuale affidamento; di consentire l’accesso integrale agli atti della procedura. L’ATI ha inoltre annunciato la possibilità di ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia qualora non arrivasse un riscontro entro dieci giorni.
La risposta del Comune di Marsala
Alla diffida ha risposto ufficialmente il Settore Attività culturali, Teatri, Sport, Turismo e Agricoltura del Comune di Marsala, guidato dalla dirigente Giovanna Basiricò.
Nella nota inviata allo studio legale Piraino, il Comune afferma che “alla data odierna, non è stato adottato alcun provvedimento di aggiudicazione relativo alla concessione”.
Una precisazione importante, perché smentisce formalmente l’esistenza di un atto definitivo di affidamento al momento della risposta.
Il Comune aggiunge inoltre che, proprio per l’assenza di un’aggiudicazione ufficiale, le richieste di sospensione e annullamento in autotutela “risultano prive di presupposto”.
Per quanto riguarda invece l’accesso agli atti, Palazzo VII Aprile sostiene di avere già dato seguito alla richiesta con una nota trasmessa al rappresentante dell’ATI Nuova Pallacanestro Marsala.
Cosa può accadere adesso
L’ATI Istante ha già annunciato di volere approfondire ulteriormente la documentazione relativa alla procedura, in particolare: i verbali della commissione; i punteggi assegnati; la valutazione tecnica dei progetti; i criteri utilizzati per attribuire i punteggi. L’attenzione si concentra soprattutto sull’articolo 9 del bando, relativo ai criteri di valutazione dell’esperienza, della proposta progettuale e degli interventi di manutenzione straordinaria.
La "Fortunato Bellina", la palestra dello sport marsalese
La palestra Fortunato Bellina è uno degli impianti sportivi più importanti della città di Marsala, utilizzato da associazioni sportive, scuole e società di pallavolo e basket.
Proprio per questo la gestione dell’impianto ha un peso importante per il mondo sportivo locale, alimentando un confronto serrato tra associazioni e realtà impegnate nello sport cittadino. Adesso la partita si sposta sul terreno amministrativo e legale, mentre resta ancora da chiarire se e quando il Comune procederà formalmente all’aggiudicazione definitiva della gestione della struttura.
QUI LA REPLICA DELL'AVVOCATO SERGIO BELLAFIORE:
Gentile redazione di TP24,
ho letto con stupore l’articolo pubblicato in data odierna avente ad oggetto la procedura di affidamento della Palestra Fortunato Bellina. Premesso che sono stato tesserato, quale giocatore e allenatore, della ASD Germaine Lecocq dal 1990 e fino al 1993 e più di recente dal 2018 ad oggi, come atleta, allenatore e dirigente, cioè ben prima dell’avvento dell’amministrazione Grillo del 2020 e della mia nomina a Presidente della partecipata Marsala Schola del 2021. All’interno di detta associazione sportiva non svolgo il ruolo di presidente, non sono legale rappresentate, non ho dal presidente alcuna delega che riguarda i rapporti con enti pubblici o istituzioni e nemmeno con la Federazione, per tal motivo non c’è tra i documenti depositati per la partecipazione al bando alcun documento a mia firma, non avendo tali poteri.
All’interno dell’ASD Germaine Lecocq, quale dirigente, mi occupo unicamente di progetti di divulgazione e conoscenza dello sport del tennistavolo, come ad esempio del progetto racchette in classe dal 2018 ad oggi, i progetti come “tennistavolo oltre” per i disabili, nonché della squadra di B1 maschile che ho seguito durante tutto il campionato di questa stagione agonistica come dirigente accompagnatore e per le sponsorizzazioni derivanti esclusivamente da privati. Per tal motivo non ho avuto alcun ruolo nella partecipazione al bando della palestra fortunato bellina che è stato curato, oltre che dalla capofila Polisportiva Marsala Volley, per la ASD Germaine Lecocq dalla presidentessa d.ssa Sandra Sorrentino e dal dirigente con delega generale ai rapporti con le Istituzioni pubbliche e la Federazione dott. Francesco Gandolfo. Tutto ciò premesso, non sono stato destinatario di alcuna comunicazione o notizia circa il bando, ipotetiche diffide o altro.
Leggo dal vostro articolo che l’ATI, con capofila la Pallacanestro Marsala, giunta seconda, avrebbe sollevato presso la commissione di gara un ipotetico conflitto di interessi riguardante la mia persona ed il mio ruolo di dirigente della ASD Germaine Lecocq e Presidente dell’Istituzione. Si supporrebbe, secondo quanto leggo, che abbia utilizzato il ruolo di Presidente ricoperto a Marsala Schola per influenzare, in qualche modo, la commissione di gara e i punteggi assegnati ai partecipanti. Se il merito della diffida dovesse riguardare effettivamente tali circostanze, fermo restando l’infondatezza delle stesse (è appena il caso di notare che i punteggi assegnati alle due offerte economiche in base al bando sono pressoché automatici e lasciano poco spazio alla Commissione per una valutazione discrezionale), tali argomentazioni non potrebbero che avere conseguenze su chi le ha formulate sia in sede civile che penale.
Rilevo, inoltre, che è certamente non casuale la circostanza che tali insinuazioni vengano avanzate ad appena sette giorni dalla chiusura della campagna elettorale, allo scopo palese di tentare maldestramente di colpire il Candidato Sindaco Massimo Grillo, per di più con documenti a firma di chi ha avuto nel recente passato anche il ruolo istituzionale di vicesindaco. Per tal motivo mi riservo di chiedere alla Commissione di gara l’accesso agli atti e, successivamente, di valutare, lette le carte, se vi siano elementi per una denuncia penale nei confronti dei redattori e firmatari della menzionata diffida, eventuale risarcimento danni; nonché di verificare , considerato anche la mia professione di avvocato, se vi siano presupposti per una valutazione presso i Consigli dell’Ordine degli Avvocati di appartenenza, di una lesione del Codice Deontologico Forense circa il decoro della professione e i doveri deontologici da tenere tra colleghi.
Sergio Bellafiore