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24/01/2022 15:28:00

"Perchè è qui? Prenda un'Oki". Ma poi finisce in rianimazione. Il caso a Trapani, la replica dell'Asp 

 “Ma perchè è venuto qui? Poteva prendere un'Oki”. Così un infermiere, addetto al Triage del pronto soccorso del Sant'Antonio Abate, avrebbe detto ad un paziente, un uomo di 79 anni, che poco dopo è stato ricoverato in terapia intensiva. Diagnosi, trombosi polmonare.


A denunciare a Tp24, “la poca umanità e la poca professionalità del personale in servizio nell'area di emergenza del nosocomio trapanese”, sono stati i familiari che presenteranno un esposto all'Asp.
E' accaduto domenica mattina. Intorno alle 11, il paziente – vaccinato contro il Covid - si è recato in ospedale. Aveva dolore al petto e pressione alta. “Poteva prendere un' Oki”, taglia corto l'infermiere e alle rimostranze dei parenti e dello stesso paziente che continuava a lamentare di stare male, interviene un medico-donna: “Fateci fare il nostro lavoro”. Nessuno, però, aveva impedito al personale di svolgere il proprio lavoro. I familiari chiedevano soltanto che il 79enne venisse assistito. Ed, infatti, poco dopo gli viene applicata una flebo. Il polso, però, si gonfia fino a diventare nero. Il paziente chiede, allora, che gli venga tolta la flebo. La risposta che riceve da una infermiera – secondo il racconto dei parenti – è agghiacciante: “Se la tolga da solo”.


I medici dispongono poi che venga eseguita una Tac. Mentre il paziente è in attesa della Tomografia assiale computerizzata, viene trasportato in cardiologia. I suo “enzimi sono sballati”. Da lì a poco finisce in terapia intensiva. A quanto pare ha un tumore ai polmoni. L'Oki, suggerita dall'infermiere, non sarebbe servita a niente. “Il trattamento che è stato riservato al paziente – concludono i familiari – ci ha lasciato senza parole. Presenteremo un esposto-denuncia all'Asp, affinchè non si ripetano più situazioni del genere. Se una persona si reca al pronto soccorso lo fa soltanto perchè sta male. E sa sta male deve essere assistita e trattata con umanità e professionalità”.

Aggiornamento del 26 Gennaio. L'Asp ha dichiarato: 

“Il paziente  è arrivato al Pronto Soccorso domenica 24 gennaio 2022 alle h. 12 circa, riferendo al triage dolore toracico, insorto da circa 4h. L’infermiere del triage ha correttamente raccolto le notizie anamnestiche, anche attraverso domande sulla eventuale assunzione di farmaci a scopo antalgico: la cosiddetta “anamnesi farmacologica” è un momento importante nel processo di assegnazione di un codice di priorità al triage. Dopo una breve attesa di circa 20 minuti, in sala visita sono stati effettuati Ecg, emogasanalisi e prelievo per esami. I primi risultati non deponevano per patologia cardiologica acuta, tuttavia si continuava l’iter diagnostico, secondo le attuali e aggiornate procedure gestionali inerenti al dolore toracico, con una TC Torace e il secondo dosaggio degli enzimi cardiaci. Alla luce di questi ultimi esami, che dimostravano un infarto NSTEMI (e non trombosi polmonare), il medico di PS inviava il paziente in Cardiologia e qui lo specialista disponeva il ricovero in UTIC (non in Rianimazione come riportato nell'articolo).

Qui la nota integrale di replica dell'Asp. 



Sanità | 2022-05-22 11:10:00
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