Il campo di battaglia è Erice, gli eserciti sono pronti, gli schieramenti quasi. L’avanzata è alle porte. Le prime frecce sono state lanciate, ad avanzare il primo nome di una candidatura a sindaco è stato il Cantiere per Erice resiliente, si tratta dell’avvocato Piero Spina, ma alcuni alleati hanno fatto sentire il primo mal di pancia, che ovviamente non è stato discusso all’interno di una riunione politica ma a colpi di comunicati stampa, eppure tra queste personalità c’è un vice segretario nazionale del PSI, Nino Oddo, e un presidente del consiglio trapanese, Giuseppe Guaiana.
Il primo ha fatto sapere che la fretta di bruciare i nomi potrebbe condurre ad uno schema già visto al Quirinale, peccato che i personaggi di cui si parla non abbiano la levatura di Sergio Mattarella.
Guaiana, invece, troppo impegnato a tenere un equilibrio che a breve gli sfuggirà di mano, ha diramato proprio un comunicato stampa: “Amo Erice constata, in queste ultime ore, la tendenza a manifestare singoli personalismi. Vogliamo credere che queste sono solo manifestazioni per cercare di imprimere un'accelerazione ad un concetto di sintesi. Nella sua centralità di posizione, Amo Erice non si confronta su chi ce l'ha più lungo l'elenco delle possibili liste, ma abbiamo bene in mente che l'unica discriminante è lo spoglio dei voti post-elettorali. Recenti vicende elettorali in provincia ci dicono solo questo. Perciò intendiamo proporre di allargare nuovamente il campo a tutte quelle forze che per qualsiasi motivo non hanno partecipato ai tavoli di discussione, volendo così superare ogni tipo di controversia. L'idea che vogliamo sviluppare è quella di far ritornare Erice l'antica Perla del Mediterraneo e luogo di incontro dei popoli. L'idea che sia una coalizione fatta contro qualcuno non fa parte del nostro DNA quindi ritorniamo a lavorare, veramente tutti insieme”.
Il nome a cui Guaiana lavora insieme a Maurizio Miceli di Fratelli d’Italia è quello di Carlo Gianformaggio, una prova di forza per dimostrare che ci sono i numeri e con quelli può dettare la linea, un ragionamento che non tiene conto di Trapani e che sarà un boomerang, perché se è vero che l’alleanza siglata con Giacomo Tranchida nel 2018 era relativa alla città di Trapani è pur vero che la politica non è un orto ma si estende ai territori vicini.
Non gioca in difesa Tranchida che rilancia con una conferenza stampa congiunta con la sindaca di Erice, Daniela Toscano: “Trapani - Erice, 2 città, 1 progetto di sviluppo e futuro in COMUNE. Le AC di Erice e Trapani nei prossimi giorni terranno un incontro con la stampa, unitamente alle rispettive Giunte, per illustrare le azioni comuni intraprese di questi anni, quelle in corso e future, che sempre più saldano progettualità sinergiche e dunque una visione politica unitaria di crescita e sviluppo territoriale, costituendi di fatto un unicum ben oltre le autonomie locali”.