Marsala, si chiude la campagna elettorale: piazze divise, ultime polemiche e appelli al voto disgiunto
A Marsala cala il sipario sulla campagna elettorale. Da oggi scatta il silenzio, almeno quello ufficiale. Perché dopo settimane di comizi, dirette social, selfie, accuse, controaccuse, inaugurazioni di comitati e appelli dell’ultim’ora, la città arriva al voto del 24 e 25 maggio con una certezza: questa è stata una delle campagne elettorali più frammentate, rumorose e “social” degli ultimi anni.
E anche il finale ha raccontato bene il clima di queste settimane. Nessuno dei quattro candidati ha scelto il tradizionale comizio conclusivo in piazza Loggia. Una piazza che, per decenni, è stata il cuore simbolico delle sfide politiche marsalesi. Stavolta, invece, ogni candidato ha preferito costruirsi il proprio spazio, il proprio pubblico, il proprio racconto finale.
Ad aprire la serata conclusiva è stato il sindaco uscente Massimo Grillo, che ha scelto piazza Mameli, davanti alla nuova Porta Garibaldi, trasformata nel simbolo della “rinascita” della città rivendicata dall’amministrazione uscente. Un intervento in cui Grillo ha provato a parlare soprattutto agli elettori moderati e civici, ben consapevole però di quello che in molti considerano il punto debole della sua corsa: le liste. E così, nelle ultime ore, è arrivato anche l’appello esplicito al voto disgiunto, quasi a chiedere ai marsalesi di separare il voto sul sindaco da quello sui consiglieri che lo sostengono.
Ad un paio di isolati di distanza, ma con un clima completamente diverso, Giulia Adamo ha chiuso la sua campagna elettorale davanti al comitato di via Francesco Crispi. Tono combattivo, identità di centrodestra rivendicata e ultimi affondi polemici contro gli avversari. Tra i temi finali, uno dei più discussi delle ultime ore: il progetto MAB Unesco sulle saline e lo Stagnone. Secondo Adamo e parte del centrodestra, la perimetrazione rischierebbe di “mummificare” l’area del porto e bloccare sviluppo economico, infrastrutture e investimenti. Una polemica che nelle ultime 48 ore ha infiammato il dibattito cittadino, con accuse all’amministrazione Grillo di avere sottovalutato il dossier. Piccola curiosità: la presenza di tante bandiere arcobaleno, simbolo della pace e della lotta dei movimenti LGTBQ+, in piazza. E' la prima volta che accade per una candidatura di centrodestra ...
Ma la chiusura più partecipata, almeno dal punto di vista del pubblico presente e dei numeri delle dirette social, è stata quella di Andreana Patti. La candidata del campo “larghissimo” ha concluso la sua lunga campagna a Porta Nuova, trasformando la serata finale quasi in una festa politica. Musica, tanti giovani e un clima di entusiasmo che il suo staff rivendica come il segnale di una possibile sorpresa alle urne. Patti ha insistito fino all’ultimo sul tema del cambiamento generazionale e della necessità di “ricucire” una città che considera stanca delle vecchie contrapposizioni.
Più defilata, ma coerente con il proprio stile, anche la chiusura di Leonardo Curatolo, che ha portato avanti fino all’ultimo una campagna tutta centrata su temi civici, partecipazione e critica ai grandi schieramenti tradizionali.
Ora la parola passa agli elettori. Domenica e lunedì Marsala sceglierà il nuovo sindaco e il nuovo consiglio comunale. E dopo settimane di slogan, promesse e polemiche, arriverà il momento più difficile per tutti: fare i conti con la realtà.
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