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04/04/2022 08:28:00

Ucraina, oggi Sicilia in marcia per la pace. E' un massacro di civili 

Il massacro di Bucha, dove sono dopo il ritiro dei russi sono stati trovati molti civili uccisi, pesa come un macigno in vista della ripresa dei negoziati tra Ucraina e Russia. Il presidente ucraino Zelensky, che nella notte è intervenuto con un videomessaggio alla cerimonia per i Grammy Awards, accusa Mosca di genocidio e chiama "assassini e torturatori" i soldati russi. Nel mondo sotto shock per le immagini che arrivano dall'Ucraina, l'Ue preannuncia nuove sanzioni e in Italia il segretario del Pd, Enrico Letta, chiede che il governo blocchi l'acquisto di gas russo. Su Bucha, Mosca parla di una montatura e di "provocazione" messa in atto da Kiev e dai radicali ucraini "per bloccare i negoziati". I russi hanno ripreso a bombardare le città, a cominciare da Odessa e Kherson.

BUCHA - Il massacro di civili a Bucha ha sconvolto intanto il mondo. Nella città ucraina alle porte di Kiev, decine di civili sono stati uccisi. I corpi di molti morti sono stati ammassati in fosse comuni. Le immagini documentano la presenza di cadaveri abbandonati nelle strade. Bucha è stata riconquistata nei giorni scorsi dalle forze di Kiev. "Qui, in questa fossa, sono sepolte 57 persone", ha detto Serhii Kaplychny, responsabile delle operazioni per il recupero dei corpi.

KIEV. Sono quasi 3mila le persone che l'Ucraina è riuscita ad evacuare nelle ultime 24 ore da Mariupol e dalla vicina regione di Luhansk, alcune delle zone più colpite dai bombardamenti russi: sono i dati forniti su Telegram dal vice primo ministro ucraino, Iryna Vereshchuk, sul funzionamento dei corridoi umanitari nel Paese. Mariupol, dove si ritiene siano rimaste intrappolate circa 150mila persone, è assediata da giorni e i tentativi fatti negli ultimi giorni dalla Croce Rossa per far entrare un convoglio di aiuti umanitari sono tutti falliti. Tra gli sfollati ci sono 469 residenti proprio di Mariupol; gli sfollati dalla città portuale e dalla vicina Berdyansk hanno dovuto viaggiare con i propri mezzi fino a Zaporizhzhia attraverso i corridoi umanitari concordati con i russi; ieri - ha aggiunto la vicepremier- è riuscito a superare i posti di blocco dell'esercito russo, dopo esser rimasto bloccato per ore, anche un convoglio di autobus con altre 350 persone provenienti dalle stesse martoriate zone. La vicepremier ha ripetuto che sono in corso colloqui con la Russia per consentire ai pullman della Croce Rossa. La Russia ha preannunciato per oggi un nuovo corridoio umanitario, organizzato su richiesta di Ankara, ma di solito quelli organizzati dai russi sono corridoi che portano solo ai territori russi.

MARCIA.Oggi  lunedi 4 aprile 2022, a 40 anni esatti dalla storica manifestazione per la pace a Comiso contro i missili (marcia alla cui testa c’era pure Pio La Torre ucciso dalla mafia 26 giorni dopo) la manifestazione “ In direzione ostinata e contraria, Per una Sicilia e un mondo di pace” contro la guerra in Ucraina.

Concentramento ore 16.30 al Parco Urbanistico dell’Ippari (Baden Powell), arrivo piazza Fonte Diana.

La manifestazione ha tra i primi promotori tra gli altri Acli Sicilia, AddioPizzo, Anpi Sicilia, ass. ‘Il femminile è politico ‘, Centro Impastato, ass. Memoria e futuro, Centro Studi Paolo e Rita Borsellino, Centro Studi Pio Latorre, Cgil Sicilia, Comune di Palermo, Comunità di Sant’Egidio, Comunità siciliana Islamica, Confcoperative Sicilia, Fondazione Costa, Fondazione Giovanni Falcone, Istituto di Formazione politica “Pedro Arrupe”, Legacoop Sicilia, Libera Sicilia, Uil Sicilia.

TRAPANI E MARSALA. Al Centro raccolta aiuti umanitari pro-Ucraina, sita presso il Comando di Polizia Municipale di Trapani, una delegazione dei Rotary Club Trapani, Marsala, Trapani-Erice e Trapani-Birgi-Mozia ed il Rotaract Club Marsala, ha mostrato vicinanza alla popolazione ucraina con la fornitura di materiale sanitario, di farmaci ed una donazione di fondi per contribuire alle ingenti spese di trasporto fino allUcraina.

Il contributo dato oggi è uno dei tanti che i singoli Club hanno dato e continueranno a dare. I rappresentanti dei Rotary presenti, infatti, hanno dato la disponibilità a continuare a collaborare con l’Associazione Ucraina Mediterranea sia per altri aiuti in sussidi e mezzi economici sia per dare un contributo all’accoglienza dei profughi. Durante l’incontro si è rappresentato che il Rotary International opera condividendo la responsabilità di passare all’azione per risolvere i problemi più pressanti del mondo e che i 35.000 Clubs sono impegnati a promuovere la pace, combattere le malattie, fornire acqua e strutture igienico-sanitarie, proteggere madri e bambini, sostenere l’istruzione, sviluppare le economie locali, incentivare la sostenibilità ambientale.
In quanto rappresentanti di una delle più grandi organizzazioni umanitarie nel mondo, il Rotary International è titolare di un seggio permanente all’Assemblea delle Nazioni Unite, che ha fatto della pace e della prevenzione dei conflitti il valore fondante della propria azione globale. I Rotariani si uniscono alla richiesta della comunità internazionale per un immediato cessate il fuoco, il ritiro delle forze russe e il ripristino degli sforzi diplomatici per la ricerca di una soluzione attraverso il dialogo.

ORFANI. Sono arrivati in Sicilia i 19 orfani dell'Istituto di Chernikov in Ucraina salvati dalla guerra grazie alla parrocchia ortodossa di Messina che ha organizzato il viaggio e all'associazione Arca senza Confini. I ragazzi sono stati ospitati al momento in un istituto di Calatabiano in accordo con la prefettura di Catania. A Messina si sono fermati solo per un saluto e per ricevere dei doni.

BENI CONFISCATI. Per accogliere gli oltre 80 mila profughi fuggiti dalla guerra in Ucraina arrivati finora in Italia il governo è pronto a mettere in campo anche le case confiscate alle mafie. Parallelamente i privati continuano a mettere a disposizione propri immobili, la Sicilia tra le regioni più generose. Il Viminale ha pubblicato le linee guida che consentiranno ai Comuni di sfruttare 622 immobili idonei. Il protocollo d’intesa per sfruttare gli immobili confiscati era stato firmato il 25 marzo scorso. Ora il Capo dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, Francesca Ferrandino, ha adottato le linee guida d’intesa con l’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, stringendo così i tempi per l’effettivo utilizzo.
In ballo ci sono sia gli immobili in gestione all’Agenzia, già stimati in 234 beni tra strutture abitative e ricettive, sia quelli trasferiti ai comuni ma non ancora utilizzati (388 immobili). Nel primo caso le linee guida prevedono che il direttore dell’Agenzia, con un decreto, metta a disposizione dei prefetti in comodato gratuito e temporaneo “i beni immediatamente disponibili o in un tempo stimato di 15 giorni in seguito alle attività di verifica svolte dalle prefetture interessate”. Le prefetture potranno realizzare centri di accoglienza straordinaria (Cas), sottoscrivendo accordi di collaborazione con le amministrazioni comunali o individuando un ente gestore per l’affidamento dei servizi di accoglienza.