Stalking, minacce e lesioni personali, condannato un uomo di Petrosino
Un anno e tre mesi di reclusione, con sospensione della pena, però, subordinata al pagamento del risarcimento danni alle parti civili, sono stati inflitti dal giudice monocratico di Marsala Matteo Giacalone ad un uomo di 48 anni di Petrosino, Giovanni D’Agostino, processato per atti persecutori (“stalking”), minacce, lesioni personali e diffamazione tramite post su Fb.
Secondo l’accusa, tra settembre 2018 e gennaio 2020, il D’Agostino, non rassegnandosi alla fine della relazione sentimentale con la 41enne Vitalba De Maria, avrebbe cominciato a tormentare la donna, minacciando di morte anche il suo nuovo compagno. La donna sarebbe stata assillata con telefonate, anche notturne, e messaggi ingiuriosi. E non sarebbero mancate le minacce (“appena ti vedo ti ammazzo”). Sarebbe stata, inoltre, seguita, sia a piedi che in auto. Soprattutto quando era con il nuovo compagno, che 31 luglio 2019 venne anche aggredito fisicamente, riportando lesioni al viso e alla spalla (5 giorni di prognosi). Nel processo la nuova coppia si è costituita parte civile. Ad assisterli è stato l’avvocato Marco Perrone, mentre legale dell’imputato è Piero Marino. “Con condotte reiterate – si legge nella richiesta di rinvio a giudizio firmata dal pm Giulia D’Alessandro – molestava e minacciava De Maria Vitalba in modo da cagionarle un perdurante e grave stato di ansia e di paura, ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o della persona legata da relazione affettiva”.
La donna sarebbe stata assillata con telefonate, anche notturne, e messaggi ingiuriosi. E non sarebbero mancate le minacce (“appena ti vedo ti ammazzo”). Sarebbe stata, inoltre, seguita, sia a piedi che in auto. Soprattutto quando era con il nuovo compagno, Michele Angelo Mannone. E anche in queste occasioni non sarebbero mancate scenate, minacce e ingiurie. Alla donna, che sarebbe stata diffamata su Fb, e al suo nuovo compagno (anche lui sarebbe stato minacciato di morte, persino con il gesto del taglio della gola), il giudice ha riconosciuto un risarcimento danni, rispettivamente di 5 mila e mille euro.
“La difesa delle parti civili – ha commentato l’avvocato Marco Perrone - esprime soddisfazione per l'esito del procedimento che ha, speriamo, posto fine ad una vicenda protrattasi da ormai tre anni. Le condotte contestate all'imputato dalla procura della repubblica di Marsala sono scaturite da diverse denunce sporte dalle parti offese e in particolar modo da De Maria Vitalba, la cui unica ‘colpa’ è stata quella di avere avuto il coraggio di interrompere un rapporto deleterio con l'ex compagno segnato da innumerevoli molestie ed atti persecutori che hanno trovato pieno riscontro in dibattimento”.
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