Gondar: il nome della gloria. La storia di Angelo Bastiani
Tanti anni fa nel 1941 si concludeva l’epopea di Gondar l’ultima roccaforte italiana in Africa orientale, la cui accanita e strenua resistenza suscitò l’ammirazione degli assedianti britannici e commosse tutto il mondo.
Oggi non si ha più tempo né voglia di ricordare le imprese di cui furono protagonisti 17.000 soldati italiani e 23.000 ascari al comando del gen. Nasi, ovvero tutte le forze militari superstiti dopo la perdita della Somalia, dell’Eritrea e dell’Harar.
Simbolo di questa accanita resistenza fu senz’altro il caposaldo di Uolchefit, battezzato "il monte grappa d’Etiopia", dove a tremila metri di altezza per cinque mesi poche migliaia di soldati italiani ed ascari riuscirono a sbarrare il passo alle colonne inglesi, ciò grazie anche al leggendario Angelo Bastiani che da semplice fante raggiunse il grado di colonnello per merito di guerra e valore militare, decorato con una medaglia d’oro, sette d’argento, una di bronzo, una croce di guerra al valore militare, quattro croci al merito di guerra.
Angelo Bastiani si rese protagonista tra le tante imprese, nella spericolata sortita che fruttò la cattura del prestigioso capo etiope Ras Aialeu Burrù, comandante delle truppe etiopi al servizio degli inglesi in quello scacchiere.
Operazione militare condotta dalla "Banda Bastiani", costituita da fedelissimi indigeni che l’allora sergente Bastiani era riuscito ad organizzare, fare combattere e legare a sé per la vita e per la morte.
L’impresa della Banda Bastiani non fu soltanto un episodio di grande coraggio, ma ebbe rilevanti riflessi di ordine morale e strategico.
La leggenda del "Ras Bianco" si ingigantì con tonalità mitiche tra le popolazioni amhariche grazie anche ad un impresa ritenuta impossibile ovvero:la marcia di trasferimento di circa 1000 ascari guidati da Bastiani da Dessiè a Uolchefit, 600 chilometri percorsi in soli dieci giorni a piedi e attraverso territori impervi.
Tali imprese di alto valore umano,oltre che militare portarono il giornale inglese "Eritrean Daily News" a scrivere: "l’Uolchefit passerà alla storia come un duplice monumento:monumento di tenace lavoro degli italiani che vinsero la natura per costruirvi una delle più mirabili strade del mondo, monumento dell’eroismo ed allo spirito di sacrificio dei soldati italiani.
Gli inglesi riconoscono che la condotta del Gen. Nasi e delle sue truppe onorerebbe qualsiasi esercito".
Per l'Associazione Nazionale Del Fante Trapani-Erice
Giacomo Campo
Giacomo Campo
Presidente sezione Trapani – Erice.
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