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01/08/2022 06:00:00

Migranti, pescatori, mafia. Gli anni di Mogavero a Mazara


Dopo 15 anni Monsignor Domenico Mogavero non è più vescovo di Mazara del Vallo.
Si è dimesso per sopraggiunti limiti d’età, Mogavero ha infatti compiuto 75 anni, età oltre la quale, per diritto canonico, non si può più presiedere una diocesi.


Il suo successore, nominato da Papa Francesco, e annunciato qualche giorno fa, è don Angelo Giurdanella, vicario della Diocesi di Noto.
Mogavero dopo 15 anni non più vescovo, e a Mazara lascia un ricordo indelebile per i fedeli e non solo. Perchè Mogavero non si è tirato indietro, e ha sempre detto la sua sugli argomenti più spinosi e divisivi.
Abbiamo cercato i di ricostruire gli anni di Mogavero a Mazara del vallo, tra lotta alla mafia, alle dimissioni di Berlusconi, per alle emergenze migranti e passati.


La nomina e gli incarichi alla CEI
Nominato Vescovo di Mazara del Vallo il 22 febbraio 2007, Mogavero ha ricevuto l’Ordinazione episcopale nella Cattedrale di Palermo il 24 marzo 2007 dal Card. Camillo Ruini e ha iniziato il ministero episcopale in Diocesi il 1° aprile 2007, Domenica delle Palme. Da marzo 2007 a settembre 2010 ha svolto l’incarico di Presidente del Consiglio per gli Affari Giuridici della Conferenza Episcopale Italiana. All’interno della Conferenza Episcopale Siciliana è vescovo delegato per le migrazioni.
Nel mese di settembre 2010 è stato nominato membro della Commissione episcopale della CEI per le migrazioni.


La difesa dei migranti
Vescovo di una città simbolo delle migrazioni e dell’interculturalità, da Mazara del Vallo Mogavero è intervenuto più volte sul dramma dei migranti, dei viaggi mortali in mare dall’Africa alla Sicilia. Non si è mai tirato indietro, neanche di fronte al leader libico, Gheddafi, quando nel 2010 fece visita a Roma. Essendo l'unico prelato invitato a prender parte a uno degli eventi col presidente libico, ha dichiarato di voler chiedere a quest'ultimo «notizie sui campi di detenzione in Libia», denunciando come preoccupante il silenzio su «ciò che accade ai disperati d'Africa arrestati dalla polizia libica». Ma non essendogli stato permesso di avvicinare Gheddafi, il vescovo di Mazara ha dichiarato che l'Italia «non ci ha fatto bella figura e di aver perciò «chiesto di poter andare in Libia a visitare i centri di accoglienza» di persona.


Accanto ai pescatori
Sempre a sostegno dei pescatori della marineria di Mazara del Vallo che periodicamente vivono momenti di paura in mare per il rischio di attacchi e sequestri da parte dei libici. Come successo nel 2020, con il sequestro da parte dei libici dei 18 marittimi dei pescherecci Medinea e Antartide, rimasti prigionieri per 108 giorni. In tutto quel tempo e dopo la loro liberazione Mogavero è stato vicino alle famiglie, intervenendo in più contesti per consentire la liberazione dei pescatori. Anche con la forza, se necessario. "Quello che fino ad ora è stato consentito ai familiari è davvero troppo poco. Ora diciamo basta: è ora che chi di dovere intervenga, anche con corpi speciali, affinché i pescatori possano fare rientro nelle loro famiglie" sono le parole, forti, usate dal vescovo durante la prigionia dei pescatori in Libia.

La lotta alla mafia
Un territorio difficile, quello in cui insiste Diocesi di Mazara del Vallo, zoccolo duro di cosa nostra con l’ultimo super latitante, Matteo Messina Denaro, che da Castelvetrano, ha le sue ramificazioni in tutta la provincia e in particolare da Mazara al Belice gode dei suoi principali fiancheggiatori.
Sempre stato ambiguo il rapporto tra Chiesa e Mafia, ma Mogavero ha rotto gli indugi e ha parlato e agito apertamente contro la criminalità organizzata. Libri e contributi a volumi, in cui denunciava il male assoluto della mafia, nel 2010 è stato tra i promotori del documento di dura condanna alla mafia promosso dalla Conferenza episcopale italiana. Mogavero è stato il primo vescovo italiano a negare dei funerali per vicende di mafia al boss Mariano Agate capo della cosca di Mazara del Vallo e amico intimo del “capo dei capi” Totò Riina.

Il suo sì alle unioni gay
Non si è tirato indietro, Mogavero, nell’intervenire negli argomenti più divisivi del nostro Paese, come le unioni civili per le coppie omosessuali. Unico vescovo italiano a farlo, Mogavero si è dichiarato favorevole alla legge Cirinnà. : "il legislatore civile non può far finta che non esistano le unioni gay e le coppie di fatto. Non hanno alcun fondamento le proteste dell'episcopato per le proposte di riconoscimento delle coppie gay: uno Stato laico non può fare scelte di tipo confessionale e la Chiesa non può interferire nella sfera delle leggi civili". Ovviamente ci furono molte polemiche nel mondo cattolico, e Mogavero spiegò che stava con Papa Francesco, nel ribadire “l’appello all’accoglienza, al rispetto, alla misericordia e alla tenerezza” e che non bisogna avere “paura del nuovo”.

Le prese di posizione in politica
Attento osservatore delle cose che accadono nel nostro paese e del dibattito politico Mogavero è noto per aver chiesto le dimissioni di Silvio Berlusconi da presidente del Consiglio quando, vennero fuori i fatti del “bunga bunga” e delle frequentazioni dell’allora premier. Ai tempi Mogavero era presidente del Consiglio per gli affari giuridici della CEI e ha più volte lanciato moniti alla classe politica per richiamare l'attenzione su fatti immorali e vicende giudiziarie. Su Berlusconi, ad esempio, ne suggerì le dimissioni «per il bene del paese».

 

Le inchieste
Ci sono stati anni in cui le diocesi erano fuori controllo e coinvolte in pesantissime inchieste giudiziarie. Indagini che hanno riguardato anche Mazara.
Nel 2015 infatti Mogavero riceve un avviso di garanzia in quanto indagato dalla procura di Marsala per appropriazione indebita. Un'ulteriore indagine giudiziaria viene promossa dalla procura di Marsala nel marzo del 2017, con l'accusa di truffa e abuso d'ufficio, insieme al suo predecessore, monsignor Calogero La Piana per i lavori di costruzione della chiesa di San Lorenzo a Mazara del Vallo. Le indagini finiscono con l’archiviazione.