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01/09/2022 06:00:00

Da Castelvetrano, Lombardo alle regionali con la Lega. E sullo scioglimento della città…

 “Quella era un’amministrazione corretta, molto è stato costruito dai media”. Lo ha detto Francesco Lombardo all’apertura della sua campagna elettorale per le regionali in Sicilia con “Prima l’Italia-Lega Salvini premier”. Il riferimento è alla sindacatura Errante, interrotta a Castelvetrano dallo scioglimento per mafia del 2017.

Nei locali ex Pizzimenti, vicino la rotonda di viale dei Templi, sotto un telone gigante (forse il triplo più grande rispetto ai classici manifesti da sei metri per tre), martedì scorso, circa mille persone hanno applaudito l’ex presidente del consiglio comunale di Castelvetrano. 

Lombardo, transitato pochi giorni fa nel partito di Salvini, si era inizialmente candidato con l’Udc, che però non era riuscito ad allestire una lista competitiva. Un cambio di casacca necessario per non vanificare la possibilità di essere eletto all’Ars, dopo che Eleonora Lo Curto (che si ricandida all’Ars) e Mimmo Turano avevano fatto la stessa scelta. Quest’ultimo ha invece un posto quasi sicuro al Senato, essendo candidato nel listino bloccato.

 

Tra gli intervenuti, oltre allo stesso Mimmo Turano, anche Francesco Saverio Calcara, Francesco Cannia, coordinatore provinciale della Lega e Franco Messina, leader del Comitato Orgoglio Castelvetranese.

Tra le altre cose, Lombardo ha raccontato di essersi ritirato dalla politica attiva castelvetranese “prima che succedesse il patatrac, perché c’erano delle cose che non mi convincevano”.

Ha poi indicato la formazione necessaria alla ripresa del territorio: “Turano al Senato, io all’Assemblea Regionale Siciliana e un sindaco tra due anni”. 

Certo, potrebbero risuonare stonate le parole della Lo Curto, quando nel 2020 si esprimeva così sul caso dell’udiccino Vincenzo Figuccia che era tornato sui suoi passi dopo aver pensato di transitare proprio nella Lega di Salvini: “I cambi di casacca, con l’obiettivo di giocare in una squadra vincente, talvolta finiscono per relegare in panchina chi si rende protagonista del mercato in politica. Non è affatto difficile che siano proprio i cittadini a bocciare queste scelte”.

I siciliani – aveva sottolineato nella stessa occasione, la Lo Curto - dopo una iniziale infatuazione, hanno marcato distanza e differenza dalla Lega, come dimostrato anche alle ultime amministrative”.

Un’infatuazione oggi trasformata in una storia seria? Agli elettori l’ardua sentenza.

 

Egidio Morici



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