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09/09/2022 14:00:00

Le elezioni, la destra sociale e la sinistra  

La destra sociale e la sinistra. La prima è un’area politica che raggruppa le ideologie che coniugano i principi della "droit"classica e quella illiberale, quest'ultimi nell'accezione più Stato meno privato: tradizione, gerarchia e organicità con la giustizia sociale intesa come solidarietà nazionale o comunitaria. Nelle sue forme moderate prevede l’intervento statale nell’economia finalizzato alla correzione del liberismo puro, esempi di questa prima tendenza sono l’economia post-keynesiana e la Dottrina sociale della chiesa cattolica. Nel suo ramo estremo invece punta all’instaurazione di una “terza via”, alternativa sia al socialismo che al capitalismo, esempi di questa seconda tendenza sono il corporativismo e la socializzazione.

Alla gauche non è mai stato attribuito l'aggettivo perché dovrebbe essere nel suo dna, il valore in assoluto principale della collettività, quella italiana ha perso,completamente,negli ultimi tre lustri questa stella polare e a tutti i livelli. Il PD marsalese, dopo la lotta intestina che ha portato alla segreteria cittadina il dott. Pace,ha rivendicato,giustamente, una persona che fosse espressione del suo territorio sacrificato a discapito di quello trapanese e salemitano. Poi scorrendo i candidati lilibetani dal 2008 ci s'imbatte in Giovanni Ferracane ex consigliere provinciale, Antonella Milazzo eletta nel listino e Antonella Spanò, in tre 2.439 voti, ed è noto ad un bambino di quinta elementare che contano i voti in politica, se si aggiunge che Marsala nel quinquennio a guida Crocetta grazie al listino ebbe una rappresentante a sala d'Ercole con meno di 200 voti, quando il primo dei non eletti, trapanese, raggiunse quasi 5.000 preferenze.

Adesso si assiste al conflitto tra il mitologico Cronos raffigurato dal contemporaneo ex sindaco Alberto Di Girolamo che divora i suoi figli, riferito alla Demetra di Capo Boeo, Linda Licari, il cardiologo non sostiene l'ex consigliera ma un altro candidato. Letta intende proseguire l'agenda Draghi che ha leggero sapore per i meno abbienti, la Meloni vuole eliminare il Reddito di cittadinanza che nella sua imperfezione e le risorse da utilizzare per la stessa nobile ragione diversamente è stato comunque un argine per le classi più povere durante la pandemia. Necessita più attenzione ai ceti più fragili dalla destra sociale e la sinistra.

Vittorio Alfieri