×
 
 
16/05/2026 10:00:00

Bilancio e propaganda: l’ultimo scontro tra Grillo e il Consiglio comunale

Si è consumata nell’ultima seduta di Sala delle Lapidi del mandato 2020-2026, dedicata all’approvazione del bilancio di previsione, la resa dei conti finale — e la relativa campagna elettorale — tra il Consiglio comunale di Marsala e il sindaco uscente, ricandidato alle imminenti amministrative, Massimo Grillo.

Il giorno prima, martedì 12 maggio, si era assistito alla débâcle dell’assessore con delega al Bilancio, Lombardo, neofita e naïf delle dinamiche politiche, mandato allo sbaraglio dal primo cittadino. Lo stesso assessore aveva ammesso candidamente di non conoscere il bilancio, poiché aveva ricevuto l’incarico soltanto due mesi prima, dopo le dimissioni del titolare Salvatore Agate, avvenute il 12 febbraio.

 

Per completezza dei fatti, occorre tornare alla seduta del 6 maggio. Presenti 17 consiglieri su 24, il presidente del Consiglio comunale aveva informato l’aula di essere stato contattato dal commissario ad acta sullo strumento finanziario, al quale aveva riferito che proprio quel giorno si teneva la “prima seduta sul bilancio di previsione”. Per la giunta erano presenti Lombardo e il vicesindaco.

 

Ebbene, dopo 26 minuti e i buoni propositi espressi da Coppola, Orlando e Ferrantelli, su proposta dello stesso Orlando viene disposta una sospensione per decidere le modalità dei lavori anche sui documenti propedeutici, il DUP e il piano triennale delle opere pubbliche. Alla riapertura, però, manca il numero legale: in aula restano soltanto 12 consiglieri. Dopo un’ora, alle 13, come previsto dal regolamento, i presenti erano appena tre — Cavasino, Coppola e Nuccio — mentre, per il bene della città, gli altri 14, probabilmente vista l’ora, erano andati a un picnic. La riunione veniva quindi aggiornata allo stesso orario del giorno successivo.

 

L’indomani l’amministrazione si è presentata con cinque assessori: Tumbarello, Lombardo, Foderà, Laudicina e Di Girolamo. Sturiano invita il vicesindaco Tumbarello, quale rappresentante del primo cittadino, a relazionare su bilancio e piano triennale delle opere pubbliche. Il dibattito è molto acceso, ma a Lombardo non viene rivolta alcuna domanda. La seduta si conclude con la decisione di fissare al mattino dell’11 maggio il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti e con l’aggiornamento dell’assise al 12 maggio alle 9.30.

 

Ma nel giorno in cui si celebra lo sbarco dei Mille, Grillo approda al Quartiere Inglese, nell’area del Molo Florio, per l’inaugurazione del rinnovato complesso, trasformando l’evento in propaganda elettorale con lo slogan: “Marsala cambia. Il futuro prende forma”.

A rincarare la dose è la neoassessora Nadia Foderà, entusiasta del progetto — ancora da completare — che afferma: «Non posso che essere orgogliosa del nostro sindaco Massimo Grillo, di tutta l’amministrazione e del settore dirigenziale ai Lavori pubblici».

 

Il 12 maggio, dopo la comunicazione del presidente del Consiglio che rinvia i lavori al giorno successivo, in attesa dei pareri dei revisori dei conti sugli emendamenti, si apre lo spazio dedicato alle comunicazioni. Ed è subito l’intervento di Orlando, che richiama lo slogan del sindaco e critica, insieme all’assessora ai Lavori pubblici, l’utilizzo dell’inaugurazione di un’opera pubblica come strumento di promozione elettorale. Da lì nascono gli ostacoli all’assenso sul bilancio; il resto lo completa l’ammissione di Lombardo.

 

L’indomani, la scelta di Grillo di inviare a Sala delle Lapidi il solo Tumbarello offre un assist ai suoi oppositori, che rivendicano il proprio senso di responsabilità “per amore della città”, evitando il commissariamento.

Il dato politico che emerge dall’approvazione del bilancio di previsione è chiaro: per 12 consiglieri il voto è servito a promuovere la propria immagine politica; per gli altri 12 assenti — al netto dei giustificati — è invece emerso un disinteresse che non ha consentito l’immediata esecutività dell’atto, poiché mancava la maggioranza assoluta dell’assise. Resta il fatto che il sindaco uscente, eletto nel 2020 con una maggioranza bulgara di 21 consiglieri comunali su 24, ha governato con “successo” anche grazie all’antica logica del “divide et impera”.

 

Vittorio Alfieri