Si è persa la bussola. Dopo le elezioni amministrative di Marsala nel 2020 e la vittoria schiacciante di Massimo Grillo per diventare primo cittadino e la maggioranza bulgara ottenuta a palazzo VII aprile di 21 consiglieri su 24 nella prima consiliatura che vedeva ridotta del 20% gli scranni a sala delle Lapidi e pur conoscendo l'eterogenea - perifrasi - composizione della coalizione che metteva insieme socialisti ed ex missini, non si pensava che il polo nord magnetico del neosindaco potesse subire qualche notevole disorientamento dopo due anni, ciò quasi sicuramente non comporterà nessun bradisisma a quartiere spagnolo ma è indiscutibile che sono stati 730 giorni tellurici e l'osservatore è in difficoltà a raccapezzarsi.
Dopo la campagna elettorale sia nazionale che regionale, l'assise civica lilibetana è tornata a riunirsi. Le comunicazioni hanno due picchi di sensibilità, allorquando Sturiano esprime solidarietà alle donne iraniane che richiedono libertà al governo ed è degenerata dopo la morte della 22enne curda Mahsa Amini, arrestata dalla polizia morale poiché indossava il velo in modo scorretto. Ferrantelli ricorda Gorbaciov. Poi Fernandez riferisce dello scioglimento del gruppo consiliare/lista civica insieme a Bonomo.
Coppola critica il silenzio sul convitto audiofonoelesi che è ancora chiuso. Pugliese ringrazia gli elettori per il successo di Fdi e rammenta al sindaco che il suo vice non è in giunta in quota partito della Meloni, come asserito dallo stesso ma espressione di ProgetTiamo Marsala e rivendica per l'organizzaione un posto in via Garibaldi, adiacente all'antico mercato, il monito è chiaro.
Riepilogando: Genna, Orlando - due volte -, Di Pietra, Accardi, Ferrantelli, Pugliese, Titone, Fernandez e Bonomo, hanno lasciato il gruppo di appartenenza. Gli scettici e critici: Coppola, Walter Alagna, Gerardi e Vinci, Carnese subentrato al suo amico Marino -un abbraccio alla famiglia - da verificare in tal senso.
Sono passati due anni, una norma concede un'opportunità perché non coglierla, consiglieri tutti dite di amare la città, è arrivato il momento di dimostrarlo, non regalate altri tre anni d'agonia a Capo Boeo, ed è questa:
Legge regione Sicilia nr°35 del 1997 - Art. 10. Mozione di sfiducia.
1. Il sindaco e la rispettiva giunta cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dal sessanta per cento dei consiglieri assegnati o, nei comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti, dai due terzi dei consiglieri assegnati, con arrotondamento all'unità superiore.
1-bis. La mozione di sfiducia nei confronti del sindaco non può essere proposta prima del termine di ventiquattro mesi dall'inizio del mandato né negli ultimi centottanta giorni del mandato medesimo.
2. La mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri assegnati ed è posta in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione. Se la mozione è approvata, si procede allo scioglimento del consiglio ed alla nomina di un commissario ai sensi del comma 4 dell'articolo 11.
Si dubita, la vostra bussola indica 2025.
Vittorio Alfieri