Trivelle al largo delle Egadi: il governo Meloni verso l'ok
Presto potremmo vedere le trivelle al largo delle isole Egadi. E' uno degli effetti dei primi provvedimenti del governo Meloni, che ha, di fatto, sbloccato tutti i permessi per la ricerca di idrocarburi e l'estrazione, che erano stati bloccati negli anni scorsi perchè troppo impattanti per l'ambiente.
E pensare che nel 2015, quando ci fu il referendum per stoppare le trivelle nel mare italiano, Meloni era proprio a favore dello stop ...
Si vede che quando si va al governo, le opinioni cambiano.
Secondo quanto si legge nel documento approvato dal governo al fine di garantire una fornitura maggiore di gas alle aziende gasivore a prezzi calmierati, sarà possibile effettuare nuove estrazioni in mare. Un provvedimento che va in senso opposto alle battaglie di Meloni di qualche anno fa.
La premier nel 2016 fece campagna elettorale per abrogare la legge sulle trivellazioni, predicando "la difesa del nostro ambiente e del nostro mare". Ora che è al governo e deve affrontare la crisi energetica, le concessioni non sono più un aiuto ai "poteri forti" ma la chiave per "ampliare le fonti di approvvigionamento". Un'inversione a U che Salvini aveva già compiuto nel 2019: dalle magliette "Stop trivelle" alla guerra al M5s che voleva sospendere permessi e ricerche.
“Giorgia Meloni è Giano Bifronte, come Salvini. Fuori dal governo facevano entrambi le battaglie contro le trivelle perché dicevano che inquinavano i nostri Mari ed erano un favore alle lobby del petrolio. ” Così in una nota i co-portavoce di Europa Verde e deputati dell’Alleanza Verdi e Sinistra Eleonora Evi e Angelo Bonelli, che proseguono:
“Ieri invece hanno approvato un emendamento al DL Aiuti Ter che dà il via libera alla devastazione dei nostri mari, in aree ambientalmente preziose come il Golfo di Napoli e di Salerno – di fronte ad Amalfi e Positano -, alle Isole Egadi – di fronte a gioielli ambientali come Marettimo e Favignana -, alle Isole Tremiti – dichiarate Patrimonio dell’UNESCO -, nel Golfo di Taranto.”
“In più – spiegano gli ecologisti -, con una politica mistificatoria, questo Governo sta facendo credere agli italiani che i nostri Mari siano ricchi di gas. Una grande bugia, smentita dai dati del MISE che indicano chiaramente che i giacimenti di gas sfruttabili dei nostri Mari non superano i 37 miliardi di metri cubi. Che mi equivalgono a meno di 6 mesi del nostro fabbisogno annuale"
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