Minacce ad una donna, “Ti finisce male!”. Politico di Castelvetrano rinviato a giudizio
Rischia fino a 4 anni di reclusione Calogero Martire, leader di un movimento di opposizione politica in consiglio comunale a Castelvetrano (Obiettivo Città) ed ex candidato a sindaco.
E’ stato infatti rinviato a giudizio insieme ad A.S.V. (socio marsalese della Selin Tourist s.r.l.s), avendo minacciato la signora Beya Merikech per costringerla a tornare in Tunisia, suo paese d’origine e cedere loro la gestione dell’Hotel Miramare di Marinella di Selinunte. Oltre a concedere il diritto di passaggio dal cancello di casa propria al relativo ristorante, già concesso in affitto alla Selin Tourist e dotato di un altro accesso dalla pubblica via.
L’hotel era stato ereditato dalla signora, insieme al figlio Alessandro, dopo la morte del marito Sebastiano Garzia.
Nel decreto di citazione a giudizio, il pm riporta le espressioni usate dai due soci nei confronti della donna, che sarebbero avvenute in un arco di tempo che va dal settembre del 2020 al febbraio del 2021.
Calogero Martire:
“Beya, adesso che ti sei fatta la stagione estiva dobbiamo parlare dell’hotel perché a noi serve e tu lo sai. Ora che non c’è più Sebastiano, sei una donna sola e non hai cosa fartene. Tornatene a Tunisi dalla tua famiglia così siamo tuti contenti. Stare qua non conviene né a te né a noi. Devi andare a stare nel tuo Paese, qua non è posto né per te né per tuo figlio, vi finisce male”.
Due mesi dopo, quando la signora Merikech li aveva invitati a fare la voltura delle utenze, così come previsto dal contratto di affitto, Martire avrebbe risposto così:
“Io ti rovino beya. Bollette? Non so di cosa parli, cerca di finirla. Devi andartene da qua. Devi tornartene in Tunisia che qua non è posto per te”.
Pochi giorni dopo il Natale del 2020, in seguito all’ennesimo no a concedere il diritto di passaggio ai clienti del ristorante dal cancello di casa propria, il socio A.S.V. avrebbe rincarato la dose:
“Tu questo non puoi farlo. Ti consiglio di accettare la mia offerta se vuoi stare serena. Domani chiamami e fammi sapere cosa hai deciso. Tornatene in Tunisia perché qua finisce male per te e per tuo figlio”.
Sul punto sarebbe tornato Martire, una settimana dopo, in seguito all’ulteriore indisponibilità della donna alla concessione del passaggio:
“La pagherai cara, tu il cancello non puoi chiuderlo! Io sono conosciuto in città e sono anche consigliere comunale. Se voglio ci sto un minuto a farti chiudere l’hotel ed a buttarti giù questa casa abusiva che ti ritrovi”.
A fine febbraio del 2021, dopo che la signora aveva rimosso la vecchia insegna dell’hotel e del ristorante – scrive il pm – per sostituirla con una nuova, Martire le avrebbe detto le seguenti parole:
“Dov’è l’insegna? Dammi l’insegna! Tu e tuo figlio avete problemi di testa! Voi da qui dovete sparire! Ci penso io! Beya, ricordati che io ti ho voluto bene! Non è finita qui! Voi due siete deviati! Stai attenta! Tuo figlio gioca a fare l’uomo, Beya, se gli succede qualcosa la colpa è tua! Allora non ci siamo capiti! Ora pure i tunisini pensano di poter comandare. Voi da qui dovete sparire! Ve ne dovete andare! Ci penso io!”.
Domani, davanti al giudice del Tribunale di Marsala, ci sarà la prima udienza in cui i due soci della Selin Touris potrebbero chiedere il rito abbreviato.
Egidio Morici
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