Castelvetrano. Loggia coinvolta nel processo Artemisia difende l’immagine della massoneria
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“Tutelare l’immagine, il prestigio e l’onore dell’associazione e della massoneria”.
E’ il compito che la loggia Hypsas e l’associazione “Centro Sociologico Italiano” di Castelvetrano, hanno affidato all’avvocato Margherita Barraco. Dopo l’arresto del medico Alfonso Tumbarello, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e falso ideologico per aver curato per anni Matteo Messina Denaro durante la latitanza (e sospeso dal Grande Oriente d’Italia), la Hypsas tiene a precisare che la massoneria non ha nulla a che vedere con la latitanza del boss e con la mafia.
Una presa di posizione per “stanare il pregiudizio contro l’istituzione massonica regolare, registrata, riservata, ma non segreta – ha affermato l’avvocato - e i cui iscritti sono tutti noti alle forze dell’ordine. Troppo spesso, per il solo fatto di essere presente a Castelvetrano, l’istituzione massonica è stata inopinatamente associata alla mafia e, cosa ancora più grave, è stata etichettata come strumento nelle mani del boss ed a sostegno della sua latitanza e della consorteria mafiosa in generale”.
E dato che questa storia di Tumbarello lederebbe “la rispettabilità dell’istituzione massonica tutta”, valuteranno di “agire nelle sedi opportune, anche a mezzo la costituzione di parte civile nell’eventuale procedimento penale che vedrà coinvolto il medico”, ha concluso l’avvocato Barraco.
La loggia Hypsas ed il “Centro Sociologico Italiano” di Castelvetrano, sono nello stesso tempo coinvolti in un altro procedimento penale, dove i reati non riguardano la mafia, ma la corruzione e la violazione della legge Anselmi sulla massoneria. È quello che fa capo al blitz Artemisia, il cui principale indagato è l’ex onorevole castelvetranese Giovanni Lo Sciuto.
Secondo quanto scritto dagli inquirenti nella relativa ordinanza di custodia cautelare, l’associazione Centro Sociologico Italiano, sede di diverse logge, tra cui la Hypsas, “svolge in apparenza attività culturale dichiaratamente di natura non religiosa e non politica. Tale attività è risultata però strumentale alle finalità di costruire e consolidare rapporti confidenziali con personalità politiche, imprenditori locali, funzionari e appartenenti alle forze dell’ordine ed alti funzionari della pubblica amministrazione. In questo senso vanno interpretati i convegni organizzati dal Centro, i quali, da un lato, servivano a fornire all’esterno un’apparente attività culturale – tra l’altro finanziata dal Comune ove la stessa loggia aveva inserito i suoi membri – dall’altro lato, sostanzialmente per creare situazioni di incontro e conoscenza tra gli appartenenti o i non appartenenti ma comunque interessati a eventuali affiliazioni”.
Ci si chiede se anche questa descrizione del CSI locale e della Hypsas leda l’onorabilità dell’istituzione massonica. E se, nella percezione dello stesso CSI, il danno d’immagine sia stato prodotto dagli investigatori o da alcuni appartenenti alla stessa loggia.
Egidio Morici
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