Il nuovo ospedale di Alcamo. I soldi non bastano, ci sono nuovi intoppi
Ad Alcamo da più di 40 anni si aspetta la realizzazione del nuovo ospedale, che dovrebbe sostituire il vecchio San Vito e Santo Spirito. Una storia, quella della nuova struttura che dovrebbe nascere in contrada San Gaetano, lunga e piena di intoppi.
Gli ultimi rendono sempre più in salita la strada per l’inizio dei lavori, e il rischio è che l’opera resti un’incompiuta. I soldi non bastano più e per i proprietari di alcuni terreni le cifre che il comune ha proposto per gli espropri sono troppo bassi.
Il progetto Del nuovo ospedale di Alcamo se ne parla addirittura dal 1980, quando venne presentato un primo progetto che poi cadde nel nulla. Erano gli anni in cui ogni città, di medie dimensioni, ambiva ad una struttura sanitaria di grosse dimensioni. Gli anni in cui fioccavano progetti, magari si finanziavano, ma poi i soldi sparivano.
Si deve aspettare il 2015 per avere qualcosa di concreto per Alcamo, come lo stanziamento di 21 milioni di euro per il nuovo ospedale. Si parla di una struttura che si sviluppa su 12 mila metri quadri, in un’area di contrada San Gaetano, lungo la Sp 55 nei pressi dello svincolo autostradale Alcamo Est.
Nei mesi scorsi la Commissione Regionale dei Lavori Pubblici dell’Assessorato Regionale Infrastrutture ha approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica del nuovo Ospedale di Alcamo, redatto dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani.
Il provvedimento consente l’immediato avvio della procedura di espropriazione dell’area, individuata in Contrada San Gaetano. L’Asp di Trapani procederà alla redazione della progettazione esecutiva, sviluppando il progetto approvato sulla base delle indicazioni pervenute nel corso della seduta della Commissione Regionale Lavori Pubblici.
Nel progetto sono previsti in totale 85 posti letto: 16 in Chirurgia generale, 18 in Medicina Generale, 8 in ortopedia, 8 in Cardiologia, 15 Psichiatria, 4 Urologia, 16 lungodegenti. Più Radiologia, Laboratorio d’analisi, Pronto soccorso, Farmacia ospedaliera, 2 sale operatorie.
L’area destinata alla realizzazione del nuovo ospedale, che sarà oggetto di espropriazione, ospiterà anche la Casa della Comunità e la Centrale Operativa Territoriale di Alcamo, previste e finanziate nell’ambito del PNRR, relativamente alle quali l’Asp ha già avviato apposite progettazioni.
La progettazione, da quella di fattibilità e fino all’esecutiva, è stata appaltata nell’ottobre del 2021 alla RTP tra ATIproject, TECHINT – Compagnia Tecnica Internazionale, BLD Engineering e TECNO2O Engineering.
I soldi non bastano Ma i soldi stanziati nel 2015, 21 milioni di euro, non basteranno certamente. Aumento dei costi, l’impennata dei prezzi delle materie prime, l’inflazione, insomma, hanno fatto quasi raddoppiare la cifra necessaria per i lavori. I 21 milioni di euro non bastano. Anche perchè questa cifra è scesa a 20 milioni, dopo le somme assegnate per la progettazione. In questi 20 milioni devono rientrare anche le somme necessarie agli espropri (altra patata bollente). Secondo alcune stime per realizzare il progetto ci vorrebbero quasi 40 milioni di euro. Somme difficili da trovare, nonostante il Pnrr.
Gli espropri Il nuovo ospedale dovrebbe sorgere su terreni privati per i quali si è avviata la procedura di esproprio. La trattativa è tra l’Asp e i proprietari. L’offerta dell’Asp è di 18 euro a metro quadro. Ma per i proprietari si tratta di una cifra troppo bassa. L’Asp vorrebbe chiudere però la vicenda, evitando di arrivare in tribunale.
I cittadini chiedono chiarezza I soldi non bastano, si rischiano contenziosi per gli espropri, e i cittadini protestano. In particolare il Comitato Alcamo 32 chiede “agli organi competenti di informare i cittadini su tutti gli aspetti; spese, incarichi progettuali”. Insomma, a che punto siamo? Chiedono gli alcamesi. “Il Comitato Alcamo32 manifesta la propria totale sfiducia – è scritto in una nota-e continua a sostenere che la priorità sia sempre più la piena funzionalità dei reparti attualmente esistenti nel nostro vecchio ospedale, afflitto dalla cronica e drammatica carenza di medici ed infermieri”.
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