Agostino Licari, lei è stato vicesindaco della città di Marsala, sono trascorsi quasi tre anni dall’insediamento di questa amministrazione targata Massimo Grillo, qual è il suo giudizio nel complesso?
Il mio giudizio su questa amministrazione e, in particolare, sull’attuale sindaco, è nettamente negativo. Non lo dico soltanto io, ma la stragrande maggioranza dei cittadini. Dopo il terzo anno di amministrazione, il quadro generale della città è, sotto ogni punto di vista, drammaticamente peggiorato. La delusione l’hanno persino provata molti di coloro che hanno dato il loro voto a questa amministrazione ‘targata’ Grillo. Una gestione priva di una seria programmazione e di un’adeguata visione all’altezza di rispondere ai bisogni più elementari della città. Il primo cittadino ha solo mostrato una speciale sensibilità soltanto nei confronti degli interessi dei pochi, che continuano a sostenerlo, ma non ha mai sentito la necessità di affrontare e risolvere almeno una delle esigenze primarie in cui si dibatte la comunità in generale. Mentre per ciò che concerne i problemi urgenti che colpiscono le fasce più disagiate della popolazione fa di tutto per lasciarli irrisolti peggiorando la situazione preesistente.
Affrontiamo il tema dei rifiuti unitamente. Molti lamentano che la città è sporca, ed è sotto gli occhi di tutti.. E’ un problema, diciamolo, non solo legato al sistema di raccolta ma anche alla sub cultura. I marsalesi sporcano, bevono e mangiano e lasciano tutto in giro. Cosa non funziona?
Il tema dei rifiuti è un problema molto delicato soprattutto in Sicilia, una regione che ancora non si è dotata di un piano dei rifiuti adeguato con i rispettivi impianti di smaltimento costringendo i sindaci a conferirli in luoghi lontani e costosi. Però bisogna dire che la città è sporca in larga parte per colpa di una minoranza di cittadini. La Città di Marsala ha dimostrato di essere negli ultimi anni alquanto virtuosa raggiungendo risultati sulla raccolta differenziata molto alti. E ciò è merito della stragrande maggioranza dei cittadini marsalesi che hanno contribuito e contribuiscono così a mitigare anche il mutamento climatico in essere. Particolare attenzione va posta nei confronti della minoranza della cittadinanza che con il loro censurabile comportamento deturpano le bellezze e i luoghi della città. Su questo avrei dei suggerimenti da dare al Sindaco che spero, per il bene della comunità, vorrà raccogliere. Innanzitutto, sfruttare al massimo le potenzialità del piano rifiuti attuale che, come è noto, si fonda su due assi: quello che prevede l’introduzione da subito della tariffazione puntuale, un meccanismo attraverso il quale i cittadini più solerti a differenziare possano avere un vantaggio diretto dimezzando la loro tassa sui rifiuti. L’applicazione della tariffazione puntuale comporta una maggiore tracciabilità del conferimento dei rifiuti in modo da scovare le 5000 e passa famiglie che non conferiscono con i mastelli, ma abbandonano i rifiuti per strada; Il secondo asse è quello della formazione e della comunicazione continua e costante. Nel piano è previsto che la ditta che si è aggiudicata l’appalto debba impegnare importanti risorse finanziarie da destinare alla comunicazione e alla formazione dei cittadini sull’importanza della raccolta dei rifiuti con programmi mirati, in particolare nelle zone di maggiore criticità e nella scuola. Mi chiedo che fine abbiano fatto quelle risorse? E se, come e quando sono state utilizzate?
Marsala soffre per una carenza di visone nell’impiantistica sportiva: piscina chiusa, stadio inagibile, pala Bellina con problemi strutturali. C’è però una pista ciclabile che evidentemente doveva essere progettata meglio, non crede?
E’ vero. Marsala è oggi una città priva di impianti sportivi e senza una programmazione degna di questo nome. La cosa che suscita tanta perplessità e altrettanto malumore è che dopo molti sacrifici e dopo aver cercato di riaprire gli impianti, allo stato delle cose, è molto triste constatare di vederli ancora chiusi e inutilizzati e questo ancora non si sa per quanto tempo. Però la giunta ‘targata’ Grillo ha trovato un escamotage: i cittadini potranno darsi all’ippica sulla base di una promessa secondo cui sarà costruito un ippodromo che forse non sarà mai utilizzato. Quanto alla pista ciclabile, come tanti altri interventi incompiuti, poteva essere progettata e realizzata meglio. Sulle piste ciclabili voglio chiarire bene il concetto tornando al ragionamento di prima riguardante la visione (mancata) della città e della relativa programmazione della città del futuro. Su questo punto, come su altri aspetti, ormai ci siamo tutti resi conto, tranne qualche residuale negazionista, della necessità di mettere mano al rispetto dell’ambiente e ai mutamenti climatici. Quindi desidero immaginare la nostra Marsala senza macchine inquinanti, con tantissime piste ciclabili, con estese aree pedonali, con mezzi pubblici elettrici. Ma più di ogni altra cosa mi piacerebbe vedere che le persone apprezzassero e salvaguardassero con maggiore partecipazione la bellezza della nostra città e del nostro territorio facendo in modo da renderlo sempre più vivibile e gradevole.
Mentre tutte le città progettano polmoni verdi di città Marsala va al contrario, non valorizza e potenzia il patrimonio esistente e non ne crea di nuovi, piuttosto si inventa il posizionamento di palme in via delle Sirene. Che ne dice?
Oltre a quanto appena detto, aggiungo che la città si debba dotare al più presto di un piano del verde.
Recentemente, come Partito Democratico di Marsala, abbiamo fatto delle proposte in tal senso. Il Comune deve disporre di un piano del verde con una programmazione triennale come avviene per le opere pubbliche o per le assunzioni del personale. Ogni anno in sede di approvazione del DUP (documento unico di programmazione) e dei relativi documenti finanziari il Consiglio comunale deve approvare il piano annuale e triennale del verde. Dobbiamo migliorare l’ambiente e mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici riducendo le emissioni di CO2 e contestualmente aumentare la superficie a verde della città per incrementarne l’assorbimento. Per rispondere sul posizionamento delle palme, mi limito a segnalare che è opportuno programmare, attraverso il piano del verde, la tipologia di piante e i luoghi più adatti per la piantumazione.
Il PD si sta organizzando in città perché le amministrative sono un appuntamento abbastanza vicino, che direzione state prendendo?
Le ultime amministrative, purtroppo, per una serie di errori oggettivi e soggettivi ci hanno visto soccombere, quantunque abbiamo amministrato bene la città. Forse perché abbiamo commesso anche degli errori di comunicazione e del venir meno della necessaria condivisione su un chiaro progetto della città. Bisogna costruire fin d’ora le alleanze giuste o “un campo largo” dei partiti e dei movimenti del centro sinistra su cui cercare e creare il consenso e la fiducia degli elettori. Solo così è possibile tornare alla guida della nostra città. Solo così si può ridare speranza a tanti cittadini che chiedono a gran voce un cambiamento radicale per restituire lustro e dignità di cui la nostra città ha patito l’assenza in questi anni fallimentari di amministrazione di centro destra.
Non si esclude una ricandidatura di Alberto Di Girolamo, il partito marsalese è pronto a sostenerlo?
Non so se il mio amico Alberto abbia l’intenzione di ricandidarsi o meno alla guida della città. La cosa certa, come cercavo di spiegare prima, è che occorre che il Partito democratico di Marsala, di cui faccio parte, elabori un programma credibile, sostenuto da un’accurata e ponderata selezione delle candidature per la formazione e la presentazione delle liste, compresa quella del primo cittadino. Per quanto riguarda il prossimo Sindaco, il Partito democratico questa volta vorrà dire la sua, con chiarezza e determinazione, tenendo conto della bruciante sconfitta registrata tre anni fa in occasione delle elezioni del rinnovo del consiglio comunale e di quelle del sindaco. Allora ci sono stati molti errori tattici e strategici, senza tacere il fatto che alcune prese di posizioni che sono state dannose perché sbagliate, approssimate e poco convincenti, che ormai per fortuna ci siamo lasciate alle spalle. Da allora abbiamo cercato con tutte le forze in campo di organizzare il partito per poter svolgere un’opposizione ferma, leale e senza sconti, anche con nostre proposte per migliorare la situazione della città, così come intendiamo continuare a fare fino alle prossime elezioni. Per noi per la scelta della candidata sindaca o del candidato sindaco, lo strumento democratico è quello delle primarie. Il lavoro che ci attende è lungo e faticoso. Nella primavera 2024 ci saranno le elezioni europee. Nel frattempo il partito democratico a Marsala e nel Paese è in prima linea per contrastare questo governo di destra che per quanto riguarda i diritti del lavoro, della sanità e delle diseguaglianze non mostra alcun interesse.