Marsala, allo Stagnone è emergenza granchio blu
Qualche giorno fa una bambina è stata "pizzicata" da una delle sue chele. Ci sono voluti otto punti di sutura. C'è chi giura che ha visto qualche esemplare attaccare addirittura gli uccelli che cercavano ristoro in acqua.
L'ex Provincia di Trapani dice di voler tutelare la Riserva dello Stagnone di Marsala. In tanti sono scettici, dato che, purtroppo, periodicamente registriamo su Tp24 segnali di abbandono. E' un caso per tutti la storia che raccontiamo oggi, quella del granchio blu. Si tratta di un crostaceo di grosse dimensioni, dalle caratteristiche chele color blu, una specie aliena, arrivata nello Stagnone e nel Mediterraneo probabilmente perchè nascosto nelle stive di qualche grossa nave container. Fatto sta che da due anni, ormai, il granchio blu prolifera allo Stagone di Marsala, distruggendo tutto. Ogni femmina di granchio blu produce fino a due mlioni di uova.
Ormai - come si vede in queste immagini - chi va soprattutto a San Teodoro, si imbatte in decine di persone che, con retino e qualche esca (zampe di gallina, dicono gli esperti, o sarde) si diletta a pescare il granchio blu. E' molto pregiato. Qualche pescatore abusivo lo vende a dieci euro al chilo, e non mancano i siti che consigliano diverse ricette. La più quotata è la zuppa.
Ma è vera e propria emergenza. E non solo nello Stagnone, ma in tutta Italia. Non è un caso che l'ultimo Consiglio dei Ministri ha stanziato 2,9 milioni di euro per la lotta al granchio blu. "Al fine di contenere il fenomeno della diffusione della specie granchio blu (Callinectes sapidus) e di impedire l'aggravamento dei danni inferti all'economia del settore ittico, a decorrere dal primo agosto 2023 - si legge nella bozza del provvedimento omnibus - è autorizzata la spesa di 2,9 milioni di euro a favore dei consorzi e delle imprese di acquacoltura che provvedono alla cattura ed allo smaltimento". Il ministro dell'Agricoltura individuerà le aree geografiche colpite dall'emergenza, i beneficiari e le modalità di presentazione delle domande.
Sono diverse le soluzioni sul tavolo per cercare di limitare la presenza dei granchi blu, a partire dalla creazione di una vera e propria filiera, e quindi dalla pesca alla trasformazione in mangimi, fino al consumo nelle tavole dei ristoranti. Tra le ipotesi al vaglio anche una lotta biologica.
Il problema ha una dimensione nazionale, e una locale: cosa sta facendo in concreto l'ex Provincia di Trapani per limitare la presenza del granchio blu nello Stagnone? Dobbiamo affidarci davvero ai pescatori volontari? Perché spendere milioni di euro per progetti con poca speranza (come quello sull'acquacoltura allo Stagnone) e non finanziare invece ricerche e metodi di contrasto?
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