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10/10/2023 13:00:00

73^ Giornata Vittime del Lavoro, nel Trapanese 1220 infortuni e 4 morti

Lo scorso otto ottobre l'Anmil ha celebrato la 73^ Giornata Nazionale per le Vittime degli incidenti sul lavoro. E' stata anche l'occasione per fare il punto della situazione con i dati nazionali ma anche siciliani e della provincia di Trapani.

Dati infortuni sul lavoro - In Italia sono 383mila gli infortuni totali denunciati nel 2023, con una variazione del -20,9% rispetto al 2022, quando sono stati più di 484mila quelli denunciati. Per quel che riguarda il dato regionale, invece, la Sicilia registra una diminuzione degli infortuni sul lavoro del 29,2%. Sono 16.716 i casi denunciati nel 2023, lo scorso anno sono stati più di 23mila.  Il dato che riguarda la provincia di Trapani è di 1220 infortuni denunciati nel corso del 2023 contro i 1568 del 2022, con una variazione fino a questo momento del -22,2%. 

Dati incidenti mortali sul lavoro - I dati degli incidenti mortali sul lavoro ci dicono che in Italia, sono 657 le morti sul lavoro nel 2023, nel 2022 sono stati 677. Per quanto riguarda la Sicilia, sono 42 le vittime nel 2023 contro le 44 del 2022. In provincia di Trapani, invece, quest'anno si sono purtroppo registrate altre 4 vittime sul lavoro, mentre nel corso del 2022 sono state 5. 

 

Per l'occasione il presidente territoriale di Trapani di Anmil (Associazione Nazionale Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) Giuseppe Castiglione nel suo intervento ha ringraziato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per aver concesso il Patrocino alla Giornata e ricordato le stesse parole usate dal Capo dello Stato sulle "morti bianche". " Sotto i nostri occhi si consuma, quotidianamente una strage silenziosa afferma Castiglione - che il Presidente Mattarella ha definito un “oltraggio ai valori della convivenza”. 

"Dietro ai numeri ci sono persone come noi che, in un giorno di lavoro come tanti, hanno visto la loro vita cambiare in peggio e per sempre e alle quali dovrebbe essere garantita una migliore tutela - ha continuato Castiglione - sia dal punto di vista delle prestazioni economiche sia da quelle sanitarie, fino al reinserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro. Sappiamo che il momento economico è critico, ma per iniziare bastano anche piccoli interventi, che per le vittime del lavoro e delle loro famiglie avrebbero una grandissima importanza".

Questo in sintesi l'elenco fatto da Castiglione, riguardo agli interventi che mancano e che potrebbero dare sollievo alle vittime del lavoro: "L’assegno di incollocabilità, per citarne uno, è una prestazione riconosciuta per un danno gravissimo che impedisce alla persona di poter lavorare. Non si tratta di un premio. Eppure tale assegno continua ad essere erogato solo fino al compimento dei 65 anni, mentre l’età pensionabile da tempo è stata innalzata, lasciando privi di tutela coloro che non hanno ancora raggiunto il diritto alla pensione. E ancora, a distanza di anni, la rendita erogata a vedove e orfani di caduti sul lavoro viene considerata come un reddito rilevante ai fini ISEE. Un’ingiustizia che tante volte l’ANMIL ha evidenziato con emendamenti e appelli in ogni sede, ma che continua a danneggiare famiglie già pesantemente provate sul piano economico e morale. Qualche mese fa, ha fatto poi discutere il taglio delle prestazioni erogate dal Fondo per le famiglie delle vittime di gravi infortuni sul lavoro. Oggi però ci auguriamo che il finanziamento sia stabilizzato ed anzi incrementato per gli anni futuri, per dare alle famiglie un piccolo sostegno in più per superare in primi momenti già drammatici". 

 



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