Trapani. Il day after lo scontro sulle indennità. Tranchida va alla Digos e parla di...
Avrà certamente degli strascichi lo scontro a Trapani sull’aumento delle indennità di sindaco, assessori e presidente del consiglio comunale.
Uno scontro tra maggioranza, giunta e opposizione che ha avvelenato ancora di più il clima politico.
La seduta del consiglio comunale di lunedì, come abbiamo raccontato ieri, si è conclusa con l’abbandono dell’aula da parte dell’opposizione, dopo due ore di polemiche, urla e parole pesanti.
C’era da approvare la variazione di bilancio che avrebbe consentito l’aumento delle indennità degli amministratori. Aumento che, bisogna dire. è avvenuto in tutti i comuni siciliani, perchè ci si è adeguati alle norme regionali che hanno recepito una legge nazionale. La Regione Siciliana ha disposto delle somme per poter adempiere a questo adeguamento, e i comuni sono stati chiamati a recepire il tutto. La delibera, lunedì sera, è stata approvata, alla fine, con i soli voti della maggioranza. Non è stato trattato, invece, l’emendamento sull’adeguamento del gettone di presenza dei consiglieri.
Lo scontro è stato totale. Da un lato l’opposizione che ha definito la maggioranza “soldatini” e accusato anche la giunta di mettere le mani nelle tasche dei cittadini. La coalizione del sindaco Tranchida ribatte: “sono falsi e bugiardi”.
"La minoranza consiliare sui gettoni di presenza e sui presunti aumenti indennità degli amministratori fa come la volpe che quando non può arrivare all'uva: dice che è acerba. Il racconto propinato dalla minoranza è una vera e propria fake news, populista e senza basi di fondamento. La minoranza ha esasperato gli animi argomentando sul nulla e nascondendo la mano dopo aver tentato di far man bassa nel paniere dei gettoni di presenza”.
Con queste parole, la maggioranza di Governo della città di Trapani risponde alle accuse della minoranza.
Ma ci sono aspetti che potrebbero andare oltre il dibattito politico. E lo scontro di questi giorni potrebbe finire anche in aule giudiziarie.
Ieri, infatti, il sindaco Tranchida si è recato alla Digos per denunciare gli autori “delle gratuite e gravi espressioni ingiuriose rivolte ai banchi della maggioranza (Presidente Consiglio comunale e Consiglieri comunali, Sindaco e Giunta)” proferite durante la seduta del consiglio comunale. “Spiace registrare che la minoranza e tra questi i consiglieri Guaiana, Miceli e Fileccia, intendono continuare ad alimentare una campagna di odio anche a mezzo di falsità e strumentalizzazioni diffuse ad arte nel loro agire politico - dichiara il Sindaco Tranchida - ma sappiano costoro che
non impauriscono nessuno. Rassicuriamo i cittadini tutti, Trapani non tornerà ad essere il bancomat dei desiderata di qualche mister preferenza di turno”.
Tranchida, nel suo intervento, ha fatto riferimento ad alcuni atteggiamenti: “c’è chi propone il 5% a qualche assessore, o si accompagna ad individui poco raccomandabili per avere i voti nei quartieri popolari”.
I toni sono molto accesi, a Trapani, sembra una campagna elettorale infinita. Uno scontro che non finirà presto.
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