Mimmo Turano, "Ecco perché la scuola di Castelvetrano intitolata a Di Matteo non chiuderà"
Dopo il documento del sindaco di Castelvetrano, Enzo Alfano, inviato alla Regione Siciliana, in seguito alla soppressione della direzione didattica del Circolo Giuseppe Di Matteo, divisa tra i due istituti comprensivi già esistenti, il Capuana-Pardo e il Radice-Pappalardo (ne abbiamo parlato qui), abbiamo chiesto all’onorevole Mimmo Turano (assessore regionale all’Istruzione) la sua posizione sulla vicenda.
Ci ha risposto così:
La scuola Di Matteo rimarrà aperta. Si continuerà a chiamare scuola Di Matteo e, dato che è un circolo didattico, sarà accorpata ad altre scuole per diventare un istituto comprensivo. Io guardo agli interessi dei bambini. I circoli didattici stanno scomparendo in tutta la Sicilia, quelli in provincia di Trapani non ci sono più. Si tratta di una riforma fatta nel 2000 che ancora non era stata attuata. Quando andavo a scuola io, le elementari e le medie erano due scuole diverse. Il preside della scuola media non aveva nessuna difficoltà a formare le classi (e dunque non dava servizi aggiuntivi) perché arrivavano i bambini dalle elementari. Questa riforma ha trasformato le scuole elementari in istituti comprensivi, in modo tale che ogni preside, per mantenere i propri alunni o accrescerne il numero, abbia la necessità di fornire maggiori servizi. Ecco quindi i vari indirizzi, l’arte, la musica, i laboratori…
Dopo 23 anni, questa riforma in buona parte della Sicilia non era stata ancora attuata. Ecco perché ho fatto sparire tutti i circoli didattici, trasformandoli in istituti comprensivi. E’ successo a Trapani, a Marsala, ad Alcamo, Bagheria, Misilmeri, Modica, Pozzallo…
Ma la scuola non viene affatto chiusa. Gli alunni restano dove sono, gli insegnanti anche. L’unica che salta è la dirigente scolastica, che evidentemente non ha offerto quei servizi in più che gli avrebbero permesso di avere novecento alunni come tutte le altre scuole. Se in città come Castelvetrano, Alcamo, Mazara del Vallo, salta una presidenza non se ne accorge nessuno, perché concretamente i servizi rimangono. Nei comuni più piccoli come Milisiscemi, Partanna, Valderice, dove c’è solo quella scuola, diventerebbe invece un torto. Ecco perché ho fatto i tagli nelle città più popolose.
Poi, la scuola Di Matteo è un presidio di legalità, certo. Ma lo è esattamente come tutte le altre scuole. Si è voluto montare un caso che non ha motivo di esistere, perché fa parte di una decisione che riguarda l’intera Sicilia.
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