Il giudice delle udienze preliminari del Tribunale di Marsala Annalisa Amato ha rinviato a giudizio, per tentato omicidio, rapina aggravata ed evasione dagli arresti domiciliari, il 19enne petrosileno Vincenzo Piero Li Vigni.
Il giovane, in carcere dal 17 giugno 2023, nella notte tra il 14 e il 15 giugno dello scorso anno, insieme ad un minore per cui procede la Procura dei minorenni di Palermo, ha aggredito e brutalmente pestato un disabile di 32 anni, D.R., mentre era davanti ad un distributore automatico di sigarette di contrada Cuore di Gesù, sulla statale 115. Il processo a Li Vigni inizierà, davanti il Tribunale di Marsala, il prossimo 12 marzo. I carabinieri hanno identificato i due protagonisti dell’aggressione grazie alle immagini di una telecamera di sorveglianza che ha ripreso l’intera scena.
Le ipotesi di reato di tentato omicidio e rapina in concorso (uno dei due si è impossessato della chiave di accensione dell’auto della vittima per non consentirne la fuga, lasciandola poi a terra) sono aggravate dai “futili motivi e dall'aver agito con crudeltà”. Li Vigni è difeso dall’avvocato Piero Marino. Oltre alla vittima dell’aggressione, si è costituito parte civile anche il Comune di Marsala, per il clamore che ebbe la vicenda sul piano mediatico. Ad assistere D.R. è l’avvocato Antonino Salvatore Giustiniano, mentre legale del Comune è Cosimo Di Girolamo. La vittima fu ripetutamente colpita con calci e pugni, anche dopo essere finita a terra. Parecchi i colpi in testa. Gli aggressori spiegarono, poi, di avere sbagliato persona. Volevano punire un uomo che avrebbe molestato la sorella di uno dei due e il loro obiettivo aveva un’auto simile a quella della persona incontrata quella notte. Li Vigni era agli arresti domiciliari dal 13 maggio 2023 con l’accusa di avere esploso (non è chiaro perché e contro chi) alcuni colpi di arma da fuoco. E pare proprio in relazione a questo episodio, almeno si presume, lo scorso novembre, Li Vigni è stato accoltellato. Lo avrebbero accerchiato diverse persone, ma solo due sono stati identificati. E proprio in relazione a questo episodio l’avvocato Piero Marino afferma di non comprendere “come mai per l’aggressione dello scorso giugno è stato contestato il tentato omicidio, seppur con una prognosi di 15 giorni per la vittima, mentre per quella subita da Li Vigni, con 40 giorni di prognosi, solo lesioni gravi?”. Una domanda che probabilmente il difensore porrà nel corso del processo a Li Vigni, che sarà avviato, in Tribunale, il prossimo 12 marzo. “Vivo nella paura – disse D.R. pochi giorni dopo l’aggressione - Non esco più da casa da solo. Perdono? Non si perdonano cose del genere. Devono farsi un esame di coscienza”. Al Pronto soccorso di Mazara, gli fu riscontrato un politrauma facciale, sopracciglio spaccato (sette punti di sutura), tumefazioni al viso, contusioni al polso e all’avambraccio. “Non ho reagito – raccontò il 32enne – pensavo solo a parare i colpi, per evitare il peggio, visto che ho una invalidità dalla nascita”. Spiega, infatti, di essere disabile al 70% per idrocefalo. Poco dopo l’arrivo, uno dei due ragazzi ha aperto lo sportello della sua auto, pare simile a quella del presunto molestatore della sorella, impossessandosi delle chiavi. “Gli ho detto che ‘stai facendo?’ Lui mi ha risposto che disturbavo la sorella. Ma io gli ho detto che non conoscevo né loro, né la sorella. Allora hanno iniziato a picchiarmi”. Dopo l’aggressione, ha chiamato la fidanzata. Nel frattempo, si sono fermate due ragazze che gli hanno prestato soccorso.