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02/02/2024 13:05:00

"L'indagine su Safina? Debole senza il concorso di altri..."

 Sono convinto dell'onestà di Dario Safina, convinzione che trova conferma nello sviluppo (se così possiamo chiamarlo) delle indagini che lo coinvolgono e lo sconvolgono.


Il provvedimento che revoca la custodia cautelare domiciliare, sostituendola con l'obbligo di dimora a Trapani ed Erice, sembra essere redatto da Venuti, primo dei non eletti all'ARS. La mia è solo una battuta, ma serve a evidenziare la banalità del provvedimento. Sin dall'inizio, questa vicenda è stata giuridicamente anomala. Premettendo che nel comune di Trapani (e in misura minore in quello di Erice) non si muove foglia che Tranchida non voglia, l'imputazione è di per sé debole, molto debole, o meglio, sarebbe dovuto essere contestato anche il concorso di "altri" che erano a conoscenza e approvavano l'operato dell'avv. Safina. Senza la presenza di questo concorso, manca la base sostanziale della contestazione penale.

Riuscirà a risolversi con un semplice "taralluci e vino" (Marsala)? Mi viene in mente l'idea dell'ex sindaco di Trapani, Michele Megale, che desiderava ridurre i costi degli oneri concessori di un progetto a condizione che il costruttore riconoscesse al Comune il comodato d'uso di una parte dell'edificio da destinare a fini collettivi (scuole, uffici, asili nido, ecc.), un'idea che venne respinta. A meno che, tornando a noi, tutta l'indagine non contenga elementi ancora ignoti.
Ho letto attentamente la riflessione di Camillo Oddo sul tema, riflessione che condivido completamente a patto che il ragionamento sia valido per tutti e non solo in circostanze specifiche.

Peppe Bologna
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