Viticoltura. Sì alla vendemmia verde in Sicilia. "Boccata d'ossigeno"
Sì alla vendemmia verde per superare la fase emergenziale, ma anche un invito a mettere sul tavolo una attenta programmazione, da qui ai prossimi 10 anni, per rilanciare il settore vitivinicolo siciliano.
Sono queste le richieste che la Cia Sicilia Occidentale e gli altri rappresentanti della filiera vitivinicola - dalle cantine, ai consorzi, alle coop e alle altre sigle di rappresentanza – hanno avanzato all’incontro che si è tenuto con l’assessore all’Agricoltura, Luca Sammartino, il dirigente generale Dario Cartabellotta e i vari rappresentanti degli uffici coinvolti dai prossimi bandi in uscita. Il mondo vitivinicolo incassa un “sì” importantissimo sulla cosiddetta vendemmia verde, misura emergenziale - insieme con la distillazione di crisi - prevista dall’Ocm vino (Organizzazione Comune del Mercato vitivinicolo, la regolamentazione unica dell'Ue che disciplina il comparto), che prevede la l’eliminazione dei grappoli non ancora giunti a maturazione, riducendo a zero la resa. Un provvedimento che serve anche a mitigare gli effetti della crisi e che prevede una somma a ettaro per ogni produttore. Una boccata d’ossigeno per il comparto siciliano che deve ancora fare i conti con il massiccio attacco di peronospora che ha già compromesso la passata vendemmia: i produttori stanno in queste settimane intervenendo con una potatura rigorosa che, se da un lato, consentirà alle piante una più facile ripresa, dall’alto, ovviamente, causerà un calo di produzione in vista della nuova stagione.
“La Regione può decidere autonomamente se concedere o meno la vendemmia verde e l’assessore Sammartino - ha commentato Camillo Pugliesi, presidente della Cia Sicilia Occidentale - ha confermato la disponibilità a mettere in campo questa misura che ci trova tutti d’accordo. Sono allo studio le varie ipotesi circa le varietà coinvolte, il contributo per ettaro e le tempistiche di attuazione della misura che verranno discusse al prossimo incontro. Sul tavolo anche un ristoro per le cantine sociali che vedrebbero aumentare i costi di gestione legati ai costi fissi a causa dei mancati ammassi di produzione, e che andrebbero a gravare in ogni caso sui soci delle cantine. Cia Sicilia Occidentale ha sollecitato, inoltre, i provvedimenti attuativi per i ristori legati alla peronospora già finanziati con la finanziaria regionale, con 25 milioni di euro in due anni. Confermati in uscita anche i bandi destinati ai nuovi impianti di vigneto, agli investimenti per le cantine e alla promozione del vino”.
“L’assessore – spiega ancora Pugliesi - ci ha anche confermato che sono in fase di sblocco i pagamenti dei contributi per il caro energia e il caro carburante, ma abbiamo soprattutto discusso dell’esigenza di prevenire le emergenze che si possono presentare di anno in anno. È necessario che la Regione, dopo 30 anni di assenza, torni a stilare un piano vitivinicolo che sia frutto di un ragionamento a monte, con tutti gli attori della filiera, e che sia in grado di poter affrontare tutte le sfide, a cominciare da quella climatica, che ci aspettano nei prossimi anni”.
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