Alcamo, voleva farsi scoppiare in aria:ecco cosa è successo
"Non voleva farsi esplodere, ma solo continuare a vivere a casa sua". Parla così uno dei genitori del ragazzo per il quale, domenica, sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri perché, in base a una segnalazione, avrebbe minacciato di farsi esplodere con una bombola di gas.
Gabriele, così lo chiamiamo, con un nome di fantasia come quello di tutti i personaggi raccontati in questa storia, a quella casa è molto legato perchè lì serba il ricordo di una famiglia che solo nella sua mente di bambino era felice, perchè in realtà "nelle violenti liti dove oltre le parole volavano gli schiaffi, era lui a fare scudo con il suo corpo per proteggermi", racconta chi insieme a lui ha vissuto l'inferno. Una storia di violenza in famiglia, fino alla separzione. Gabriele ritorna in quell'appartamento anche dopo la dipendenza dagli stipefacenti, che gli rovinano la vita, e quando sotto l'effetto delle droghe perde la propria identità, l'unica strada che imbocca è quella verso la sua casa.
"Capisco che voi date le notizie che ovviamente vi comunicano - scrive il genitore -. Mio figlio è stato buttato fuori casa dal mio ex coniuge. Già le forze dell'ordine erano intervenute e non essendoci i presupposti di allontanamento, hanno lasciato Gabriele a casa. Ad autorizzarlo a rimanere lì è stato il fratello, che in quell'appartamento ha la residenza. Domenica invece, Gabriele di ritorno dal lavoro, si è accorto che la serratura era stata cambiata.Ma non avendo dove andare, ha forzato la porta, rientrando nuovamente a casa.
A quel punto, l'altro genitore ha avuto la genialità di allertare le forze dell'ordine, riferendo loro che Gabriele minacciava di far saltare tutto in aria. La circostanza non rispondeva alla verità - continua -, perché mio figlio continuava a ribadire di essere a casa sua, e di voler essere lasciato in pace. Gabriele voleva solo stare a casa sua. In quella casa non c'era nessuna bombola e nient'altro che potesse creare danni. Quando però ha visto fuori, nel giro di poco tempo, tutto quello che si era venuto a creare si è impaurito Dopo l'intervento del corpo di polizia e dei viglili del fuoco, Gabriele non ha posto alcuna resistenza.
La verità - conticlude -, è che noi siamo vittime di maltrattamenti e a oggi nessuno ha risposto delle violenze domestiche. Io e gli altri due figli ci siamo allontanati non viviamo più ad Alcamo proprio perché lì la vita è impossibile. Io personalmente, ho lasciato l'immobile perché tutti i giorni all'ingresso della scala subivo percosse e aggressioni. Comunque su questa persona pende un processo penale gravissimo, io spero dopo 10 lunghi anni che la giustizia metta un punto".
Anna Restivo
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