Sicilia, mafia: preso boss latitante. Ecco dov'era il suo covo
Non si era spostato di molto da casa sua.
E' stato arrestato a Palermo, dopo due anni di latitanza il boss Giuseppe Auteri, 50 anni.
Lo avevano cercato ovunque, anche all'estero, ma il boss è stato arrestato nella sua Palermo dove probabilmente era rimasto per gestire i traffici criminali. È nel capoluogo siciliano che nelle scorse ore i carabinieri hanno arrestato il 50enne ormai latitante da due anni. Giuseppe Autieri, considerato reggente del mandamento di Porta Nuova, è stato individuato e arrestato in un appartamento nella zona di via Oreto, una palazzina semi diroccata di via Giuseppe Recupero.
Il boss era armato ma non ha opposto resistenza all'arresto. I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Palermo lo hanno sorpreso nel pomeriggio di lunedì mentre era da solo in casa, senza dargli vie di fuga. Giuseppe Auteri infatti era latitante dal luglio del 2022 proprio dopo essere sfuggito all'arresto dei carabinieri durante un blitz che portò in carcere diversi affiliati del suo mandamento.
Autieri infatti era stato coinvolto nell'indagine denominata “Vento”, scattata dopo l’omicidio del boss Giuseppe Incontrera. Quando i carabinieri erano andati a bussare alla porta della sua abitazione, di lui però non vi era più traccia. Parenti e amici avevano detto che non si vedeva già da mesi. Secondo gli inquirenti, dopo aver scontato una precedente condanna per mafia, al suo ritorno era diventato un pezzo grosso a Porta Nuova fino ad arrivare ai vertici del mandamento. Nel 2020, secondo la ricostruzione della Procura, ad Auteri sarebbe stata affidata la cassa del clan.
"Vassoio", questo il soprannome di Autieri, era ormai considerato il reggente del clan quando era sfuggito al blitz delle forze dell'ordine che aveva dato un forte colpo alla famiglia mafiosa. Secondo gli inquirenti, era già sparito mesi prima degli arresti, a metà settembre del 2021, e per questo le ricerche erano state estese anche all'estero. Il cinquantenne invece si nascondeva a poca distanza dal territorio della famiglia mafiosa di appartenenza.
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