Incendio di Castellammare, il sindaco Fausto: "Atto intimidatorio di menti criminali"
Puzza di bruciato e paura, è questo quello che resta dell’incendio di Monte Inici a Castellammare del Golfo. Le fiamme sabato sera sono partite da tre punti diversi e ciò dimostra in maniera incontrovertibile che la causa è di origine dolosa.
Il fuoco ha sfiorato un albergo e alcune case, e i canadair hanno potuto effettuare solo pochi lanci d’acqua a causa del vento forte. Per arginare il fuoco sono intervenuti i vigili del fuoco di Trapani, Palermo, Enna ed Agrigento.
“Era davvero impensabile un incendio così grave, riteniamo che sia stato fatto da menti criminali e per questo ho chiesto agli organi inquirenti di dare il massimo su questa vicenda, perché ritengo sia stato un vero atto intimidatorio nei confronti della città. Purtroppo il fuoco ha bruciato 350 ettari di bosco, ma nella sfortuna siamo stati fortunati, la vegetazione non essendo estate non era del tutto secca e gli alberi sono stati bruciati solo parzialmente”, così il sindaco di Castellammare del Golfo, Giuseppe Fausto, alla redazione di tp24, commentando l’incendio doloso che tra sabato e domenica mattina ha bruciato, per l’ennesima volta, gran parte di Monte Inici.
“Con le prossime piogge la nostra montagna si riapproprierà del verde che l’ha sempre contraddistinta, ma sul fronte degli incendi non possiamo abbassare la guardia - continua il sindaco - e già oggi, stipuleremo un protocollo d’intesa con l’associazione di protezione civile SOS Valderice, per aumentare il numero di telecamere che guardano la nostra montagna e costituire un ulteriore deterrente per queste menti malate e criminali”. Qui l’intervista completa al sindaco Fausto, nella quale, tra l’altro, affronta l’altra grande emergenza che vive il territorio trapanese, che è la mancanza d’acqua.
Sull'incendio di Castellammare c'è l'intervento del deputato regionale Dario Safina - "Un disastro ambientale che ha prodotto danni incalcolabili al patrimonio boschivo della nostra provincia. E’ questo il drammatico risultato dell’incendio che si è sviluppato nel tardo pomeriggio di sabato scorso sul monte Inici, nel territorio del Comune di Castellammare del Golfo. E siamo solo a marzo, con temperature ben al di sotto delle soglie d’allarme ma pur con scarse precipitazioni atmosferiche che tardano ad arrivare”. Sono queste le considerazioni del deputato regionale Dem, Dario Safina che torna sul tema della prevenzione incendi per chiedere al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, un passo in avanti nella salvaguardia del territorio e del suo ambiente.
“E’ più che mai evidente – ha spiegato Safina – che nonostante le novità introdotte nell’ultima finanziaria in tema di prevenzione incendi, la strada compiuta non è ancora sufficiente. A partire dall’inizio delle attività di difesa e protezione. Oltre al potenziamento di alcuni servizi e l’aumento del numero di giornate lavorative dei Forestali, proposte migliorative del Partito democratico accettate dalla maggioranza, avevamo anche chiesto a gran voce di anticipare a marzo l’inizio delle attività di prevenzione. Ma al governo marzo è sembrato troppo presto”.
“Oggi, alla prima bufera di Scirocco, - prosegue il deputato trapanese - ci ritroviamo con oltre 350 gli ettari di bosco e macchia mediterranea ridotti in cenere e un territorio umiliato e martoriato. E’ necessario dunque che il presidente Schifani torni sui suoi passi e riveda la nostra proposta di anticipare i termini per l’inizio delle azioni preventive. Un passo in più per la difesa e la tutela dell’ambiente e per la salvaguardia dell’incolumità umana”.
Emergenza roghi, in Sicilia una class action per chiedere piani antincendio - E intanto dagli incendi della scorsa estate, che in Sicilia hanno provocato danni per almeno 150 milioni di euro e devastato interi territori, nasce la voglia di reagire. Il primo passo lo ha fatto chi con le fiamme ha perso la casa o la propria attività, con una richiesta di risarcimento che, oggi coinvolge una ventina di persone. Adesso quelle stesse vittime guardano al futuro e lanciano un’azione giudiziaria collettiva per evitare che il disastro si ripeta. Sono 1700 le persone rinunite ma la Class Action è sempre aperta. Con una lettera di diffida alla Regione e agli altri Enti preposti alla prevenzione, i cittadini riuniti nell’associazione “Isola Fenice” hanno chiesto azioni immediate in vista dei primi caldi. Impegni sono arrivati dai Comuni di Gratteri e Cefalù e dal Corpo Forestale, ma è da Palazzo d’Orleans che si attendono le risposte più importanti, anche in virtù dei poteri sostitutivi affidati alla Regione.
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