Marsala, altri guai per l'ex sacerdote Vito Caradonna
L’ex parroco della chiesa di San Leonardo ed ex cappellano del carcere di Marsala, Vito Caradonna, adesso 49enne, torna alla ribalta delle cronache giudiziarie. La Procura, infatti, ne ha chiesto il rinvio a giudizio per concorso in falso in atto pubblico, determinando in errore pubblici ufficiali, e favoreggiamento dell’illegale permanenza di stranieri sul territorio italiano.
Vito Caradonna è stato ridotto allo stato laicale dalla Santa Sede il 4 luglio 2017 dopo le condanne subite in due diversi processi per tentata violenza sessuale su un uomo e circonvenzione di incapace.
Ora è imputato insieme a cinque stranieri, quattro uomini e una donna: Biron Sarr, di 35 anni, Muhammed Kietà, di 28, entrambi del Gambia, Bou Makadji, di 36, del Mali, Sakander Ali, di 33, del Pakistan, e Zalfata Liza, di 33, delle Isole Comore. Secondo l’accusa, tra i primi mesi del 2018 e il luglio 2020, in concorso tra loro e con cittadini extracomunitari che hanno poi ottenuto il permesso di soggiorno (per i quali si è proceduto separatamente), dopo aver venduto a questi ultimi, ricevendo da ciascuno un corrispettivo variabile da 200 a 350 euro circa, contratti di lavoro o di locazione ideologicamente falsi, determinavano l’induzione in errore dei pubblici ufficiali, che, ricevute le istanze per il rilascio del permesso di soggiorno da parte di numerosi cittadini extracomunitari coinvolti corredate dai contratti di locazione, di lavoro o comunque false denunce di attività lavorative, rilasciavano o rinnovavano oltre sessanta permessi di soggiorno. Per gli investigatori, a reperire e redigere la falsa documentazione sarebbe stato l’ex prete, che avrebbe anche condotto le trattative con gli extracomunitari “sfruttando – si legge nel capo d’accusa – la loro situazione di necessità”. I cinque stranieri avrebbero procacciato i “clienti”. Con i falsi contratti, naturalmente, sarebbe stata favorita la illegale permanenza degli extracomunitari sul territorio italiano. La prima udienza davanti al gup Matteo Giacalone è andata a vuoto perché quasi tutti gli stranieri imputati risultano “irreperibili”. Nel tentativo di rintracciarli, il giudice ha rinviato al 27 maggio. A rappresentare l’accusa è il pm Sara Varazi. A difendere Vito Caradonna è, invece, l’avvocato Calogera Falco. Per l’ex prete, la Cassazione, nel settembre 2016, confermò la condanna a due anni di reclusione per tentata violenza sessuale su un uomo, inflitta in primo grado dal Tribunale di Marsala e in secondo dalla Corte d’appello di Palermo. Il vescovo Domenico Mogavero lo aveva già sospeso a divinis era il 19 febbraio 2013.
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