Marsala, revocato il sequestro ai distributori Raimondi
Dopo due anni e quattro mesi di amministrazione giudiziaria tornano ad essere gestiti dai titolari, con piena operatività, i tre distributori di carburante della ditta “Raimondi Nicolò e figli”.
Su richiesta della difesa, infatti, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Marsala Matteo Giacalone ha revocato il sequestro preventivo dei tre impianti della Raimondi: quello storico di contrada San Giuseppe Tafalia e quello di Terrenove (statale 115), in territorio marsalese, e quello di Mazara (via Circonvallazione). Gli impianti erano stati sequestrati, con decreto del gip Riccardo Alcamo, su richiesta della Procura, il 27 novembre 2023. Il sequestro riguardava anche denaro e beni mobili e immobili per un valore di quasi 260 mila euro.
Una cifra pari, secondo gli investigatori (Guardia di finanza), alla presunta evasione di accise per utilizzo di gasolio agricolo per mezzi non agricoli. Il giudice Giacalone ha disposto la revoca del sequestro preventivo, ritenendo che “ormai siano venuti meno i presupposti per l’ulteriore mantenimento del vincolo, difettando il periculum in mora” e “non ravvisandosi il rischio concreto e attuale che la libera disponibilità delle cose possa aggravare o protrarre le conseguenze del reato ovvero agevolare la commissione di altri reati”. Per il provvedimento, l’avvocato Luigi Pipitone ha, naturalmente, espresso “grande soddisfazione per questo risultato, che restituisce un po' di serenità ai titolari della ditta”.
Oltre a Pipitone, a difendere i quattro titolari dell’azienda petrolifera sono anche gli avvocati Paolo Paladino e Stefano Pellegrino. Il dissequestro è il secondo successo conseguito dai legali nel giro di otto giorni. Nell’udienza dello scorso 30 marzo, infatti, proprio a seguito delle eccezioni avanzate dalla difesa, il gip Giacalone ha deciso di rinviare indietro in Procura le carte del procedimento, affinché vengano riformulate le contestazioni mosse ai quattro imputati alla luce delle obiezioni dei legali. Il 30 marzo, inoltre, la difesa ha presentato una corposa “memoria” che spiega come, dal punto di vista dei legali, “tutte le consegne di gasolio sono giustificate, legittime e documentate”. Nel novembre 2023, gli avvisi di garanzia (209) furono inviati a coloro che avrebbero concorso nella commissione dei reati: agricoltori titolari dei libretti Uma e coloro che, secondo la Guardia di finanza, avrebbero realmente comprato e utilizzato il carburante per mezzi non agricoli.
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