“Così kite e grandi eventi stanno distruggendo lo Stagnone di Marsala”
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Il kite, le feste, la musica, i chioschi e l’abusivismo. Lo stravolgimento di un’area che dovrebbe essere una riserva naturale, ma che nel corso degli anni è diventata quasi una Woodstock nella quasi totale indifferenza delle istituzioni e dell’ente gestore.
Il caso della Riserva naturale dello Stagnone di Marsala e della sua antropizzazione massiccia è stato trattato all’interno di un convegno nazionale a cura del Coordinamento Italiano Tutela Ambienti Naturali dai Grandi Eventi proprio sul tema dell’impatto per l’ambiente e la biodiversità dei grandi eventi in siti naturali. Un appuntamento che si è tenuto a Roma e nel quale ha relazionato Giuseppe Marino, referente a Marsala di Legambiente.
Proprio Legambiente da anni conduce una battaglia per la tutela della Riserva dello Stagnone sottolineando come le attività come il kitesurf, la nascita dei chioschi, e tutto ciò che porta all’eccessiva presenza dell’uomo nella riserva possa finire per danneggiare un luogo dall’ecosistema delicatissimo.
Nel convegno il referente di Legambiente ha sottolineato come, ad esempio, nella zona dell’”incanto” si concentri la gran parte dei kitesurfisti e come sia diventato ”un vero e proprio caos”.
“Parcheggio abusivo sulla riva e dappertutto, musica ad alto volume, ingorgo perenne nell’unica via che conduce al sito. Per non dire della moquette sintetica posta sulla riva (solo recentemente rimossa dai gestori delle varie scuole di kitesurf che la utilizzavano) e dello sbancamento di ampi tratti di litorale lagunare con relativa vegetazione, allo scopo di facilitare la discesa in mare di queste enormi vele e dei lunghissimi tiranti che le sostengono. Infine, un capitolo a parte meriterebbe l’edilizia selvaggia che si è sviluppata nella zona per accogliere i kiters” si legge nella relazione.
Sono diverse le attività che sarebbero vietate in base al regolamento della Riserva ma che invece vengono fatte e tollerate dalle istituzioni.
C’è ad esempio il divieto di “ esercitare attività sportive che compromettano l'integrità ambientale e la tranquillità dei luoghi, quali automobilismo, trial, motociclismo, motocross, deltaplanismo, etc.;”.
In base al regolamento sono vietate manifestazioni sportive e folkloristiche non autorizzate dall’ente gestore (il Libero consorzio comunale di Trapani).
“L’ente gestore non può autorizzare a casaccio, ma come definito dal D.P.R. 357/1997 richiedere una Valutazione di Incidenza Ambientale (V.Inc.A.) per tutti gli interventi che possono avere, direttamente o indirettamente, effetto su piante, animali e habitat” sottolinea Legambiente.
”Il più recente D.M. 459/2022 proprio sui criteri ambientali minimi degli eventi a pag.36 ha ulteriormente chiarito che "Per gli eventi e le manifestazioni previsti all’interno o in prossimità dei siti della rete Natura 2000: studio di incidenza». Ma nonostante questo la Regione Siciliana ha rifinanziato il Kitefest per l’anno 2024 per 50.000 Euro. Una manifestazione che attrae migliaia di persone nella zona della riserva.
Nonostante il divieto, inoltre, continuano a circolare imbarcazioni a motore, motori piccoli, sì, ma che sono comunque vietati nelle acque dello stagnone. Nei giorni scorsi, tra l’altro, c’è stata un’operazione della Guardia Costiera contro l’ormeggio abusivo.
Nella relazione presentata da Legambiente Marsala-Petrosino al convegno si fa riferimento anche alla situazione di San Teodoro, gli ombrelloni abusivi, ai danneggiamenti nella riserva con lo sbancamento di tratti di costa.
A tutto ciò si unisce l’abbandono di rifiuti. Altro aspetto è quello dei chioschi, che aumentano di anno in anno e che nonostante dovessero essere smontati dopo la stagione estiva, restano anche in inverno. Per questo Legambiente parla di “occupazione insostenibile”.

Tutto ciò rischia di far scomparire (in parte è già successo) alcune specie, sia flora che fauna, presenti nella riserva che fanno parte di un ecosistema molto delicato e importante per la biodiversità.
Tutta l’area dello stagnone, bisogna, dire è in una situazione di degrado. Come quella lungo tutto il tracciato della pista ciclabile, realizzata con fondi europei e oggi trascurata e con una manutenzione inesistente. Il cordolo giallo, in particolare , è quasi tutto divelto, i resti sono sparpagliati lungo il percorso. E poi alcuni cartelli stradali verticali che sono stati abbattuti la scorsa estate sono ancora li, ai margini della strada e coperti da erbacce, ormai sono diventati parte integrante dell’ambiente, senza che nessuno li abbia mai tolti o ripristinati. Anzi, qualcuno ha pensato di colorare di nero il cartello stradale di senso vietato.
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