Gaspare Davì, marittimo di Trapani, muore schiacciato durante una manovra al porto
13,40 - Era al suo ultimo viaggio prima dell'agognata aspettativa, Gaspare Davì, il marittimo di 43 anni di Trapani, morto ieri al porto di Napoli, schiacciato da un tir durante l'imbarco dei traghetti della GNV, compagnia per la quale lavorava.
Sposato, padre di due figli, Gaspare Davì è morto sul colpo, schiacciato da un tir che era appena entrato nella pancia della nave GNV Antares (GNV & Snav). Purtroppo quando sono scattati i soccorsi per Davì ormai non c'era nulla da fare.
Sul posto sono intervenuti i militari della capitaneria di porto, la polizia scientifica che ha effettuato i rilievi e il magistrato di turno per un accurato sopralluogo.
Questa tragedia sul lavoro ha provocato un ritardo nella partenza della nave, prevista per le 20. Alla fine ha lasciato il porto di Napoli poco dopo le 4. L'operaio, come dicevamo, oggi sarebbe andato in aspettativa, era all’ultimo viaggio.
10,00 - Un marittimo di 43 anni di Trapani, Gaspare Davi, è morto in un incidente sul lavoro. Lascia la moglie e due figlie.
La tragedia, assurda, è avvenuta nel porto di Napoli. L'uomo era un marittimo dell’equipaggio del traghetto Gnv Antares diretto a Palermo. L’incidente è avvenuto la sera di sabato.
Davì, marinaio di bordo, stava ultimando le manovre di carico, prima della partenza della nave, quando è rimasto schiacciato dalla ralla, intenta a posizionare un semirimorchio.
L’uomo non si è accorto della manovra ed è rimasto schiacciato, morendo sul colpo.
“ Esprimiamo sgomento per il tragico incidente sul lavoro avvenuto ieri sera nel Porto di Napoli. - commenta il Segretario Generale Filt Cgil Campania Angelo Lustro - in cui ha perso la vita un lavoratore marittimo trapanese, di 48 anni, della Società GNV. Quest'ultimo episodio conferma che l’attenzione da rivolgere alla sicurezza nei luoghi di lavoro non è mai abbastanza. C'è molta tensione tra i lavoratori portuali e marittimi di Napoli. Bisogna agire subito per esaminare con attenzione quanto è successo ed intervenire sui rischi correlati e sulle interferenze. E ’ inaccettabile che un giovane possa morire mentre compie il proprio dovere, perché lavoro non deve significare morte. Ogni giorno e in qualsiasi settore si piangono morti di lavoratrici e lavoratori. L'11 aprile la Cgil e la Uil avevano già indetto uno Sciopero Nazionale per la Sicurezza sui luoghi di lavoro, visto l'assoluta mancanza di risposte da parte del Governo che nulla sta facendo per tale piaga”.
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