Al Tempio di Segesta la manifestazione per dire "No al deposito di rifiuti radioattivi"
"No al deposito di rifiuti radioattivi a Calatafimi Segesta e a Fulgatore", così lo striscione che questa mattina è stato tenuto davanti al Tempio di Segesta non solo dai sindaci di Catalafimi e Trapani, Francesco Gruppuso e Giacomo Tranchida ma anche da tanti altri primi cittadini trapanesi e non solo e, tra gli altri dalla deputata regionale Cristina Cimminisi, che si sono ritrovati assieme alle associazioni ambientaliste e a tanti cittadini che hanno preso parte alla catena umana per dire "No" al deposito.
La manifestazione torna a rinnovare la netta presa di posizione contro la possibilità che le due località del trapanese possano essere scelte come idonee, visto che sono state pubblicate sul sito del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica nell’elenco delle aree per il deposito nazionale delle scorie nucleari, contenuto nella Carta Nazionale delle Aree Idonee (Cnai).
La Carta è stata elaborata da Sogin e Isin e ha individuato 51 luoghi possibili, tra le quali, appunto, Segesta e Trapani con Fulgatore. Tra i partecipanti alla manifestazione l'ex sindaco Paceco Totò Pellegrino.
Qui l'intervento del sindaco di Trapani
"Con una catena umana intorno al nostro tempio di Segesta, questa mattina il territorio trapanese dice chiaramente NO al deposito nazionale di rifiuti radioattivi. Come MoVimento 5 Stelle Sicilia, torniamo a chiedere che l’ARS approvi la nostra mozione per scongiurare il rischio per Trapani o Calatafimi". Queste il commento della deputata regionale del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi nel corso della manifestazione al tempio di Segesta contro la designazione del comune del Trapanese a deposito di scorie nucleari.
La deputata regionale trapanese aveva già nel mese di dicembre scorso depositato una mozione che impegna il governo regionale ad opporsi fermamente all’individuazione di tale territorio come deposito di scorie nucleari.
«Si tratta di un disegno scellerato e contro il territorio - sottolinea la deputata - contro un territorio che vive di agricoltura e turismo, baciato naturalmente da una storia millenaria come dimostra questo tempio, le bellezze paesaggistiche e eccellenze gastronomiche famose in tutto il mondo». «La Sicilia e Trapani non saranno la pattumiera d’Italia» conclude Ciminnisi.
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