Messina Denaro: il medico Tumbarello non inviò all'Inps il certificato della patologia oncologica
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Per Andrea Bonafede, classe ’63, il dottor Alfonso Tumbarello inviò all'Inps un certificato di malattia per un problema al ginocchio, mentre poi sempre all’Inps non inviò alcun certificato per la gravissima patologia oncologica ascritta allo stesso (almeno sulla carta) paziente.
Da ciò, secondo l’accusa, si potrebbe dedurre che il medico fosse a conoscenza della reale identità del soggetto affetto dalla patologia oncologica. E cioè il boss mafioso allora latitante Matteo Messina Denaro. E’ quanto emerso, in Tribunale, a Marsala, nell’ultima udienza nel processo al settantenne medico di Campobello di Mazara Alfonso Tumbarello, imputato per concorso esterno in
associazione mafiosa e falso in atti pubblici per avere redatto numerosi certificati a nome di «Bonafede Andrea» per consentire al capomafia castelvetranese di potersi sottoporre ad accertamenti diagnostici, interventi chirurgici e cure.
Nel corso dell’udienza c’è stato il controesame difensivo sul luogotenente dei carabinieri Francesco Nasca, che in precedenza aveva spiegato tutto l’iter delle indagini su Tumbarello, avviate lo stesso giorno della cattura del boss, e sono stati ascoltati pure la moglie di Andrea Bonafede e un colonnello medico, nominato come consulente della Dda di Palermo, che ha riferito che esaminando la documentazione contenuta nel computer del medico emergerebbe che la richiesta di ricovero per intervento chirurgico sarebbe stata formulata da Tumbarello un giorno prima di acquisire la consulenza specialistica chirurgica da cui risultava la necessità di intervento urgente.
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