I Cacicchi e la politica da Roma a Marsala...
"Cacicchi e capibastone." I termini sono entrati nell'agenda politica nazionale perché il presidente del M5S Giuseppe Conte li ha utilizzati per ribadire come "conditio sine qua non" per l'alleanza con il PD alla segreteria Schlein, la lotta agli stessi, come promesso, per allontanarli dal partito dopo le vicende giudiziarie pugliesi che hanno coinvolto esponenti del nazareno.
La prima conseguenza è stata che alle elezioni amministrative di Bari non ci sono state le primarie per scegliere il candidato sindaco e i pentastellati sosterranno il figlio d'arte Michele La Forgia unitamente a Sinistra italiana che nella circostanza ha scisso la federazione con i Verdi, Italia Viva, Partito socialista italiano, +Europa e altri movimenti.
L'avversario è Vito Leccese già parlamentare dei Verdi appoggiato da Emiliano e il primo cittadino uscente De Caro. Tra i misteri della fede del M5S, c'è che l'assessora della giunta regionale Barone resta al suo posto, nonostante la collega coinvolta nelle indagini, Anita Maurodinoia si sia dimessa. Il "Cacicco" nell'accezione è il detentore o accaparratore del potere.
A Marsala l'elenco è corposo, ma si citeranno solo coloro che hanno o avuto un ruolo nelle istituzioni amministrative cittadine del quinquennio in corso. La figura non mitologica ma reale è rappresentata da Enzo Sturiano, per la terza volta consecutiva presidente del Consiglio comunale, seconda carica istituzionale della città. Un altro è sicuramente Pino Ferrantelli, oggi consigliere comunale; nella scorsa consiliatura c'era la figlia Nicoletta, già a "capo" di Sala delle Lapidi. Un personaggio del genere lo è Antonio Vinci, ora a Palazzo VII Aprile, ma è stato Vicesindaco e Sindaco del PD di Capo Boeo e capogruppo consiliare dello stesso.
Sempre a Sala delle Lapidi ha uno scranno da varie consiliature Flavio Coppola, che è stato consigliere della provincia di Trapani. Altri due lo sono stati gli ex assessori comunali dell'attuale giunta e già consiglieri comunali, Michele Gandolfo e Arturo Galfano. E proprio da Capo Lilibeo, raccogliendo l'eredità paterna ex primo cittadino, iniziò la carriera da consigliere dell'urbe dal 1992 al 94 di Massimo Grillo, per poi ritornarci da candidato a Quartiere Spagnolo nel 2015; sconfitto, non si è arreso e si è riproposto, insediandosi nel 2020.
Il vocabolo è stato adoperato dall'ex inquilino di Palazzo Chigi nel significato spregiativo, per rammentare le lotte di potere dentro la sinistra italiana, tra i territori e Roma, in corso da quasi trent'anni; il primo a parlarne fu D'Alema, a definire il movimento dei sindaci che reclamava la guida del centrosinistra. Siccome non si vive su Marte, i Cacicchi esistono, la differenza la farà l'etica delle istanze che soddisferanno.
Vittorio Alfieri
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