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05/07/2026 13:00:00

Niente di nuovo sul fronte del PD trapanese: tra dimissioni e fratture riformiste

Mutuando Remarque: niente di nuovo sul fronte del PD. Si è dimessa dalla segreteria provinciale di Trapani del partito Giovannella Licari. Lo ha comunicato sui social: «Un anno fa ho scelto la strada del congresso unitario della segreteria del PD di Trapani, con una visione ben precisa. Oggi, non riscontrando più nel lavoro della segreteria provinciale quelle motivazioni di partenza, ho rassegnato le mie dimissioni». Licari però non lascia il PD: «Rimango una donna democratica e da lì comincio le mie nuove sfide. Ad maiora semper».

 

Dopo mesi di fibrillazione, ai livelli più alti del Nazareno, a inizio giugno ha lasciato il partito l’eurodeputata Pina Picierno, esponente di punta dell’area riformista. La sua uscita è legata alla deriva movimentista e massimalista della linea politica di Elly Schlein, giudicata troppo indulgente verso le posizioni del M5S. Picierno ha parlato di “snaturamento” e della fine della casa dei riformisti.

L’uscita di Picierno era stata preceduta da quella della deputata ed ex ministra dei governi Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, Marianna Madia, anche lei convinta che il PD abbia smarrito l’anima riformista, come un moderno Faust politico. Dopo l’uscita, ha scelto un percorso autonomo, in una sorta di “amore libero” politico.

 

A febbraio aveva già lasciato il PD un’altra esponente dell’area riformista, l’europarlamentare Elisabetta Gualmini, approdata ad Azione di Carlo Calenda. “Riformatori di tutto il mondo unitevi!”, verrebbe da dire, rovesciando la celebre formula marxiana.

Un’altra uscita significativa per il PD siciliano è stata quella di Caterina Chinnici, passata a Forza Italia. A Roma, intanto, il partito tenta di resistere all’emorragia, mentre figure come Giorgio Gori e Graziano Delrio vengono descritte in forte sofferenza interna.

 

Anche il PD lilibetano non è stato risparmiato dalle tensioni: tra ex militanti e nuove fratture, il partito continua a oscillare tra tentativi di sintesi e scontri identitari. Nel 2022 il progetto unitario incarnato da “Gesone” era stato indicato come possibile figura di ricomposizione, ma le divisioni interne hanno rapidamente riaperto la stagione delle contrapposizioni. Dopo ulteriori passaggi e rotture, si è arrivati a nuove leadership locali e nuove alleanze fragili, tra accuse reciproche e ricomposizioni temporanee. E così, da Bruxelles a Capo Boeo, resta la stessa sensazione: niente di nuovo sul fronte del PD.

 

Vittorio Alfieri