Papa Leone XIV, al secolo il chicagoano Robert Francis Prevost, nel giorno dell'Indipendenza delle Tredici Colonie americane dal Regno Unito, si è recato a Lampedusa.
Appena arrivato è andato a pregare al cimitero dei migranti; subito dopo ha raggiunto la Porta d'Europa. Ma non si è limitato al solo monumento: è andato oltre, salendo su un dirupo affacciato sul mare, per osservare la tomba del Mediterraneo e rendere omaggio alle anime che vi si sono inabissate.
L'immagine è diventata subito iconica, anche perché il vento gli ha spazzato via la papalina, quasi a ricordare, in una metafora, che uno dei quattro elementi vitali, l'aria, non fa sconti a nessuno: siamo tutti uguali. Seduta stante il segretario del Pontefice gli ha portato un altro copricapo, e quel gesto ha richiamato inevitabilmente un'altra riflessione: il governo in carica, che ha ovviamente omaggiato il vescovo di Roma, è lo stesso che rende difficile, per usare un eufemismo, il soccorso in un altro elemento, l'acqua, ai migranti da parte delle ONG.
Ha poi celebrato la Santa Messa e alcuni passaggi dell'omelia sono stati particolarmente significativi. Eccone alcuni: «Gli Apostoli, come sapete, hanno navigato nel Mediterraneo e sperimentato l'ospitalità degli abitanti delle sue isole e delle sue coste, da millenni crocevia di civiltà. Il Vangelo risuona dove i popoli si incontrano, le persone si accolgono, le loro vicende si intrecciano, le diverse culture si pongono in dialogo».
«Carissimi, oggi Lampedusa e Linosa si trovano su una strada pericolosa come quella che scendeva da Gerusalemme a Gerico. Qui avete visto non solo uno, ma migliaia di esseri umani caduti nelle mani di briganti che portano loro via tutto, li percuotono a sangue e se ne vanno, lasciandoli mezzi morti. Il mare ha accolto gli altri, quelli che non ce l'hanno fatta a giungere dove speravano. Avvertiamo però la loro presenza, che ci interpella non meno di quanti sono sbarcati, bisognosi di attenzione e di soccorso. Prima di qualunque considerazione intellettuale e convinzione ideologica, infatti, l'impatto con chi giace davanti a noi, spogliato di tutto, chiama alla prossimità».
«La Lettera agli Ebrei ci ha detto: "Ricordatevi […] di quelli che sono maltrattati, perché anche voi avete un corpo". È il centro della parabola evangelica: prossimi ci si fa, prossimo si diventa».
La scelta di Lampedusa, porta d'ingresso del vecchio Continente, proprio in questa data, è stata dirompente. È il luogo dove migliaia di africani cercano riparo da guerre, dittature, siccità e carestie, spesso con il desiderio di raggiungere poi Gran Bretagna, Francia, Spagna, Olanda e Svezia: terre d'origine degli antenati di molti cittadini americani, compresi quelli di Donald Trump, J.D. Vance e dello stesso Robert Francis Prevost, insieme, naturalmente, alle radici africane di quanti oggi attraversano il Mediterraneo.
Vittorio Alfieri