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23/04/2024 13:01:00

Il 25 Aprile, l'antifascismo e la censura

 Ci risiamo. Come ogni anno, il 25 Aprile è un giorno divisivo. È stato censurato un monologo per la festa della liberazione dello scrittore, giornalista e docente universitario Antonio Scurati, già vincitore dei premi Strega con "M. Il figlio del secolo", Campiello e Viareggio. Scurati ha scritto anche "L’uomo della Provvidenza" e infine "M. Gli ultimi giorni dell’Europa", dimostrando di essere sicuramente un militante antifascista e di sinistra. Il monologo ha,ricostruito e condannato il delitto Matteotti, confessato dallo stesso Benito, Successivamente sono state menzionate le fosse Ardeatine, che la presidente del Consiglio ha ricordato dicendo: "335 massacrati perché italiani".

Al contrario, è stato corretto affermando: "No, cara PdC, uccisi perché antifascisti". La premier ha replicato: "Ho usato un termine onnicomprensivo", era l'anno scorso. La Russa si è superato sulle opinioni riguardanti l'attentato dei partigiani a via Rasella, definendo l'azione "una pagina tutt’altro che nobile della Resistenza: quelli uccisi furono una banda musicale di semi-pensionati e non nazisti delle SS, sapendo benissimo il rischio di rappresaglia su cittadini romani, antifascisti e non". Infine, sono stati menzionati i massacri di Sant'Anna di Stazzema con 560 morti, di cui 130 bambini, e Marzabotto con 1830 vittime, tutti civili. In tutto 27 righi.Successivamente, sono stati condannati in 22 righi i postfascisti, eredi del ventennio, d'altronde una giovane Giorgia, 15 anni, aderì al Fronte della Gioventù - FdG - organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale, discendente del Partito Fascista Repubblicano, figlio del Partito Nazionale Fascista.

La Russa da presidente del Senato ha dichiarato: "Sono dipinto come quello che ha il busto del Duce; è vero ce l'ho, me lo ha lasciato mio padre, non capisco perché dovrei buttarlo e non lo butterò mai. Così come conserverei quello di Mao Zedong". Sono successori senza alcun pentimento della storia narrata? La Palice può aiutare. Lo scrittore conclude in questi termini, opinabili: "Mentre vi parlo, siamo di nuovo alla vigilia dell’anniversario della Liberazione dal nazifascismo. La parola che la Presidente del Consiglio si rifiutò di pronunciare palpiterà ancora sulle labbra riconoscenti di tutti i sinceri democratici, siano essi di sinistra, di centro o di destra. Finché quella parola -antifascismo- non sarà pronunciata da chi ci governa, lo spettro del fascismo continuerà a infestare la casa della democrazia italiana".

La motivazione del rifiuto alla lettura del testo da parte della Rai è stato il compenso, 1.800 euro per un minuto, come scritto dalla Meloni in un social. Intanto il soliloquio,poi letto in trasmissione dura quattro minuti e quindi trattasi di 450 euro ogni 60 secondi, se la matematica non sbaglia. È populismo allo stato brado se non ridicolo. Basterebbe affermare che è stata fatta una scelta editoriale, legittima, discutibile, ma corrispondente alla verità. Si rammenta che la stessa rete ha mandato in onda il talk show "Avanti popolo" a 1.350 euro al minuto, ma per 15 puntate, poi interrotto per i bassi ascolti, ma aveva un pregio, era condotto da una ex collega di partito della Presidente del Consiglio fino a quando la stessa non è tornata alle origini della fiamma tricolore. L'auspicio è che l'Anniversario non sia più diviso, anche perché quel giorno di 79 anni fa è stato l'inizio della democrazia che ha permesso alla Meloni, la Roccella e Santanchè di governare la nazione.
Viva il 25 Aprile.


Vittorio Alfieri