L'oro del volley alle Olimpiadi e le "perle" sulle giocatrici italiane...
Le Olimpiadi Parigine per l'Italia si sono concluse con lo storico oro conquistato dalla squadra di pallavolo femminile. Ovviamente sono arrivati i complimenti dell'intera nazione, ma con qualche perla. Una l'ha regalata il decano del giornalismo nostrano Bruno Vespa in questi termini: "Straordinaria la nazionale pallavolista femminile. Complimenti a Paola Enogu e Myriam Sylla: brave, nere, italiane. Esempio di integrazione vincente". Non si comprende perché abbia dovuto rammentare il colore della pelle delle due atlete e poi chi nasce in Italia, la Egonu a Cittadella provincia di Padova, la Sylla a Palermo si deve integrare perché ha l'epidermide diversa??? Inoltre secondo quest'idea la lodigiana sempre di colore Loveth Omoruyi non è integrata.
L'unica con i natali stranieri è Ekaterina Antropova, naturalizzata italiana, non menzionata ma lei è perfettamente inserita ha il corpo bianco. Non poteva mancare quella di Vannacci: "Sono contentissimo che la squadra italiana di volley abbia vinto e faccio i complimenti a tutte le atlete, anche a Paola Egonu che è una bravissima atleta, italiana. Non ho mai messo in dubbio la sua italianità, ma continuo a ribadire che i suoi tratti somatici non rappresentano la maggioranza degli italiani", aggiungendo che le chiederà un autografo.
I tratti del generale non sono nè etruschi, romani o greci essendo ligure. Incredibilmente la gemma più preziosa è dell'alleato Maurizio Gasparri "Ci vuole l’innegabile talento di Vannacci per criticare Paola Egonu nel giorno del trionfo olimpico delle nostre atlete di pallavolo. L’ex, per fortuna, generale, si atteggia a De Gobineau 'de noantri’ 'parlando di 'tratti somatici', aggiungendo "Lessi su un giornale che si vantava di fingere di perdere l’equilibrio in metropolitana per toccare le mani, cito, ‘di persone di colore per capire al tatto se la loro pelle fosse più rugosa della nostra". Infine: “Io invece ho incontrato un signore che si è qualificato come barbiere di Vannacci, meno noto di quello di Siviglia reso celebre da Rossini, dal quale ho appreso che al momento dello shampoo, con l’inevitabile contatto delle mani con il celebre cranio, 'a tatto' il barbiere ebbe il sospetto di un vuoto all’interno della ‘scatola’. Ma come dicono nella celebre opera "la calunnia è un venticello" e il barbiere avrà mentito. Per Vannacci vale il noto detto: "Tanto nomini nullum par elogium. O no?" Una perla notevole.
Vittorio Alfieri
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